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“Higher Power”: a Venezia il raggio laser verde che invita alla pace

gvonline 12 Maggio 2026 2 minuti letti
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laser venezia

Il potente raggio di luce verde che ha solcato il cielo notturno di Venezia in questi giorni è “Higher Power”, un’imponente installazione laser dell’artista britannico Chris Levine attivata in occasione della Biennale 2026. Il fascio luminoso, proiettato dall’isola di San Clemente, è generato da una tecnologia di derivazione militare riconvertita per finalità artistiche, capace di produrre una luce così intensa da essere stata rilevata persino dalla Stazione Spaziale Internazionale durante i test preliminari.

Il senso dell’opera risiedeva nella trasformazione simbolica della tecnologia: uno strumento originariamente progettato per il controllo e il conflitto, capace di tagliare l’acciaio, viene privato della sua funzione bellica per diventare un linguaggio poetico e un invito alla pace. Attraverso il motto “Make Light, not War”, Levine proponeva un’esperienza percettiva che trasforma il cielo in uno spazio di contemplazione collettiva e meditazione. La verticalità del laser fungeva da linea di connessione tra la laguna e una dimensione universale, offrendo ai visitatori un momento di sospensione e quiete interiore in contrasto con le tensioni globali contemporanee.

L’opera si basava tecnicamente su un sistema laser modificato in collaborazione con un team di ingegneri tedeschi. Il dispositivo emetteva un raggio a una frequenza pura di 515 nanometri, corrispondente a una precisa tonalità di verde foresta, che attraversava l’atmosfera assumendo una consistenza quasi fisica. Oltre all’aspetto visivo, l’installazione integrava una componente spirituale attraverso la fisica: il laser oscillava infatti alla frequenza di 432 Hz, un parametro tecnico associato a pratiche armoniche, mentre la performance era accompagnata dalle note dei Pink Floyd.

L’attivazione del raggio è iniziata il 25 aprile, con l’evento principale svoltosi l’8 e il 9 maggio presso il San Clemente Palace. La struttura dell’installazione alternava una proiezione verticale fissa a un alone geometrico che si espandeva nel cielo, creando un’architettura immateriale. L’installazione è rimasta operativa e visibile nel panorama notturno veneziano fino a lunedì 11 maggio, trasformando temporaneamente lo spazio urbano in un osservatorio rivolto verso l’alto.

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