Una storia di famiglia, dalle origini lontanissime, tra il ferro e l’acciaio. E’ quella dell’azienda che oggi si chiama “Ettore Bertoldini srl”, aperta al Lido nel 1920, il cui fondatore iniziò l’avventura a Venezia nel 1750.
Oggi è Piero Bertoldini al timone dell’azienda che porta il nome di suo papà, scomparso qualche anno fa dopo aver dedicato l’intera sua esistenza a questa realtà. Gli uffici alle “Terre Perse” hanno la sua impronta e portano avanti i suoi insegnamenti. Un’attività artigianale che è diventata un modello per l’isola e la città, capace di fatturare 10 milioni di euro l’anno. «La nostra è una bella realtà – racconta Piero Bertoldini – dal Lido abbiamo aperto anche una sede a Maerne, proprio per far fronte a tutte le esigenze del mercato. Negli ultimi anni, infatti, ci siamo specializzati nei lavori per le navi da crociera ed è stata una svolta che ci garantisce molto lavoro. Fincantieri infatti ha commesse già acquisite fino al 2036. Quello delle navi è un ambito che opera con grande anticipo e programmazione. Per cui già da ora abbiamo lavoro assicurato per i prossimi dieci anni e oltre. Operiamo nella carpenteria, nei lavori di arredo per le navi, realizzando le finiture in acciaio, scale interne, supporti, maniglie. L’acciaio che oggi si usa è quasi esclusivamente quello inossidabile». Sessanta i dipendenti che vanno in giro per il mondo a lavorare sulle navi e portano in alto il nome veneziano di Bertoldini. «E’ bello, a mio avviso, anche il clima che si respira con tutti i nostri dipendenti e collaboratori. Siamo una famiglia e questo ci rende orgogliosi».
Non solo le grandi navi: «Siamo una realtà del territorio – prosegue l’amministratore unico – perciò se la gente ce lo chiede non disdegnamo anche i lavori di piccola manutenzione. Andiamo, per esempio, ad aggiustare le serrande, nelle case e nelle botteghe». Ettore Bertoldini è stato una figura chiave. «Ho trovato la strada spianata – conclude Piero Bertoldini – quando ho raccolto il suo passaggio di consegne. Anche nel rapporto con la gente, nella stima e credibilità. Un tesoro inestimabile che porto soprattutto nel mio cuore oltreché, naturalmente, in azienda».
Lorenzo Mayer