La tradizione della commedia dell’arte continua a vivere in quel di Venezia con la storica Compagnia Teatrale Amatoriale Sempre Pronti, di cui oggi è presidente Roberta Lazzari, che realizza rappresentazioni basate su canovaccio e spettacoli di burattini per bambini incentrati sulle tradizioni veneziane. Spettacoli, questi ultimi, molto richiesti dalle scuole nonché dai gruppi di catechismo.
Prossimo appuntamento sarà quello di domenica 25, alle ore 17, quando la compagnia terrà per la Festa all’Anzolo Raffael, organizzata dall’associazione Viviamo Venezia, la rappresentazione di burattini per bambini dai due ai sei anni da titolo “Arlecchino, Brighella e il Paese della Pace”. Qui il programma della festa.
«Porteremo con il sorriso uno spunto di riflessione sul tema della pace, vediamo che i genitori ne sono molto contenti» spiega Sebastiano Berto, marito della presidente, che nella compagnia praticamente ci è cresciuto, anticipando che il giorno 29 giugno saranno anche ospiti con i loro burattini alla sagra di San Pietro di Castello. Cosa bella è che il ricavato degli spettacoli di burattini va sempre devoluto a favore delle missioni dei padri Giuseppini del Murialdo in Nigeria e in Sierra Leone per progetti rivolti a minori e famiglie.
La compagnia ha origini molto lontane: «È nata nel lontano 1934 grazie al mio prozio don Emilio Brussato. – racconta Sebastiano Berto -. La compagnia mosse i primi passi nel patronato di San Giobbe dei padri Canossiani dove c’era don Emilio grazie ad gruppo di parrocchiani che in quegli anni difficili volevano divertire e intrattenere ogni domenica la gente della parrocchia con spettacoli basati su un canovaccio, dove le commedie si preparavano andando a braccio. – spiega Berto – La compagnia poi è proseguita con mio padre e altri parenti. Ora siamo alla terza generazione», dice, raccontando che la compagnia continua i suoi spettacoli con lo scopo di divertire e proporre commedie popolari di autori non impegnati.
Il repertorio è frutto dell’inventiva dei soci stessi: «Molti canovacci sono antichi ma il più moderno che rappresentiamo, diventato nostro cavallo di battaglia, è “Quel fiol d’un can d’un gato” di Renato Abbo, ma anche “Matrimoni da ridere”, tutte commedie in dialetto».
La compagnia, che ora si trova per le prove almeno una volta a settimana nella parrocchia di San Paolo a Mestre, attualmente conta 14 persone, di cui 10 attori (dai 25 ai 60 anni) più tecnici e truccatori. «Speriamo che l’esperienza continui con i nostri figli» dicono i coniugi, che già hanno una figlia di 27 anni entrata a recitare nel gruppo teatrale. Inoltre, due ragazze più giovani di 14 anni, tra cui la figlia del maestro di musica della compagnia Mario Tiffi, sono da poco entrate nel gruppo e stanno muovendo i primi passi nella recitazione.
La compagnia cerca sempre giovani attori che abbiano voglia di mettersi in gioco, (candidature a segreteria@semprepronti.it): «In particolare ora stiamo cercando la persona giusta per le parti da protagonista che faceva l’amico Michelangelo, mancato improvvisamente lo scorso anno» raccontano gli attori.
La compagnia negli anni è stata molto attiva. Oltre a girare per il Veneto, ha partecipato ad alcune rassegne anche in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige.
Dal Covid però ha vissuto una battuta d’arresto, inoltre la recente riforma del terzo settore non ha aiutato: «Le rassegne sono meno frequenti, così ci siamo concentrati di più sulle parrocchie che ci chiamano per gli spettacoli. – racconta la presidente, entrata in compagnia a soli 19 anni – Inoltre andiamo anche nelle case di riposo dove attraverso brevi sketch e scenette cerchiamo di portare un po’ di allegria a chi è solo». Cosa più bella è il contatto con il pubblico: «Sia i bambini che gli adulti nei nostri spettacoli interagiscono e dialogano continuamente con noi e si crea una magia. Questo ci dà la possibilità di fare in modo che lo spettacolo, pur basandosi su un canovaccio, si rinnovi sempre, con nuove battute. Noi attori prima di tutto siamo amici e ci capiamo all’istante, abbiamo molta sintonia e complicità e il pubblico lo nota».
Francesca Catalano