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Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 5 minuti letti
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«Installare un impianto di aria condizionata a Venezia? Si può fare, ma ci sono dei vincoli». A rispondere è Massimiliano Rasa presidente del settore impiantistico di Confartigianato Venezia. Le estati sempre più torride portano sempre più famiglie a desiderare l’aria condizionata, ma la città storica ha ostacoli legati alla tutela paesaggistica, con obblighi burocratici e, non da ultimo, costi alti. Specie per le fasce più deboli della popolazione.

«Per installare un impianto – spiega Rasa – è meglio affidarsi al parere di un architetto o di un professionista. Uno dei problemi a Venezia è che l’unità esterna non deve essere visibile. Altrimenti occorre presentare una richiesta in Comune, per non commettere un abuso edilizio. Diciamo che oggi c’è un po’ più elasticità ma occorre seguire l’iter e farsi consigliare da un professionista». Dove risulta proprio impossibile installare un’unità esterna perché non “mimetizzatizzabile” si risolve con l’Unico, l’impianto che ha l’unità all’interno, compresa nel climatizzatore. «Diciamo più che altro che si risolveva, fino a quando i fori esterni erano di 150-160 mm. Ora sono di 200 mm e questi non vengono ammessi. Questo naturalmente – sottolinea il referente di Confartigianato – rappresenta un ulteriore limite per chi vive a Venezia». Chi ha la fortuna di avere un terrazzino invece può procedere a installare l’impianto con l’unità esterna. Ma a Venezia tanti immobili non hanno spazi esterni quindi il problema rimane.

La tecnologia oggi offre anche altre soluzioni, ma saranno compatibili con Venezia? «Un sistema recente – risponde Rasa – prevede il condensatore interno che sfrutta il raffreddamento ad acqua. Questo può essere compatibile con Venezia, non avendo unità esterna, ma prevede un grande consumo idrico e quindi nessun risparmio sul piano energetico. Per quanto riguarda il consumo di energia, poi, sappiamo che a Venezia non si possono installare pannelli fotovoltaici, quindi in generale è tutto più costoso».

Gli extra costi veneziani. Sul piano dei costi va tenuto presente che Venezia ha un “sovrappiù” legato ai trasporti e allo smaltimento: «Non possiamo portare una macchina con il gas in vaporetto. Dobbiamo dunque utilizzare il trasporto privato, che ha dei costi come ben si sa. E lo smaltimento degli impianti vecchi, per chi installa un nuovo sistema al posto di uno esistente, va fatto nei rifiuti speciali. Devo dire – aggiunge Rasa – che ci sono ditte, tra quelle che non lavorano in città ma vengono da fuori, che lasciano l’impianto vecchio a casa del cliente, dicendogli che poi lo può conferire a Veritas. Ecco, non bisogna fidarsi di chi promette prezzi bassi e poi non prevede lo smaltimento oppure non calcola i costi aggiuntivi del trasporto. Per questo è fondamentale affidarsi agli installatori certificati che abbiano il patentino e la certificazione F-Gas, che rilascino la dichiarazione di conformità, per risparmio energetico e inquinamento, e che operino in centro storico, perché sanno quali sono le norme qui. Altrimenti poi i clienti rischiano di trovare delle brutte sorprese». I costi sono intorno ai 1500-2500 euro per un impianto con macchina esterna e un solo split, che vale per un appartamento piccolo, del tipo monolocale. Il prezzo sale se, avendo più stanza, occorre installare due o tre split. Il costo totale è simile anche per l’Unico, considerando che ci sarà meno lavoro di muratura nell’installazione delle unità dato che sono all’interno.

Risparmiare? Si può. Pensando in prospettiva e non in emergenza, il risparmio, spiega ancora l’esperto, viene dall’installazione di quegli impianti che danno la possibilità anche di riscaldare in autunno e in primavera, abbattendo i costi del gas. Mentre per chi deve ristrutturare casa da zero c’è la possibilità di puntare su sistemi ibridi che prevedono una unità esterna che lavora in inverno con pompa calore in aiuto alla caldaia a condensazione e d’estate raffresca.

Ma per chi si trova ora a boccheggiare per il gran caldo? «Sarebbe meglio aspettasse di installare l’impianto d’inverno per risparmiare. Oggi – conclude il referente di Confartigianato – rischia di spendere di più, perché noi installatori non abbiamo più macchine in magazzino e ordinarne una sola per il singolo cliente costa di più».

Matteo Masat direttore di Confartigianato ribadisce la necessità che Venezia rimanga tutelata: «Noi artigiani teniamo alla bellezza di questa città  forse più dei veneziani stessi; pertanto, le limitazioni dettate dalla Soprintendenza sono corrette e necessarie. Non chiediamo che vengano rimosse. Tuttavia, Venezia è l’emblema della fragilità e della particolarità. Ogni intervento, che sia edile o impiantistico, richiede competenze che non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Fare edilizia o impiantistica a Venezia è radicalmente diverso che farla in terraferma. Ecco perché – aggiunge il direttore – è fondamentale mantenere le maestranze artigiane all’interno del centro storico: altrimenti, si corre il rischio – che purtroppo stiamo già vivendo – di perdere competenze cruciali, con grave danno per la città.

Serena Spinazzi Lucchesi

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