Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Venezia
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Mestre
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Gambarare
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Caorle
Abbonati
  • Home
  • ATTUALITA'
  • Don Gianpiero, cappellano all’ospedale Civile: Si guarisce anche nello spirito
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS
  • GVNEWS

Don Gianpiero, cappellano all’ospedale Civile: Si guarisce anche nello spirito

gvonline Pubblicato:16 Gennaio 2021 | Aggiornato:14 Gennaio 2021 4 minuti letti
5 visualizzazioni
att2 giampiero

Nel buio del Covid ci sono tante luci nascoste. È quanto racconta a GV don Gianpiero Giromella, giovane cappellano dell’Ospedale Civile di Venezia “Santi Giovanni e Paolo”. «Il bene agisce nel segreto, infatti ho incontrato persone che risorgono, risorgono nel “silenzio del Sabato Santo”. È la Bella notizia del Vangelo». Don Gianpiero vive con gratitudine e gioia per questo ministero tra le corsie e i reparti del Civile, in un tempo non facile, quello della pandemia. Ordinato nel 2019, è anche collaboratore pastorale delle parrocchie che vanno da Rialto a San Simeon Profeta insieme ai sacerdoti don Antonio Biancotto e don Renzo Mazzuia. In questo momento, anche per indicazione della direzione, è l’unico che può recarsi in ospedale. Per questo viene sottoposto ogni settimana al tampone e usa sempre tutte le dovute precauzioni.

Don Gianpiero, quali reparti visiti, normalmente?
Mi reco ogni settimana in ortopedia e chirurgia generale, neurologia, medicina generale terzo piano, geriatria e urologia. Di solito riesco a fare tre reparti in una mattinata, e il giorno dopo altri tre. In una settimana compio il giro anche due volte, ma dipende da chi incontro: posso stare anche due ore in un reparto. Dipende dalle esigenze, dalle persone. E non mi limito a dialogare con i pazienti, ma anche con medici, infermieri e operatori. C’è una conoscenza che cresce gradualmente.

Come ti avvicini alle persone che incontri?
Il mio approccio è appunto incontrare le persone. C’è ancora la convinzione che dove arriva il prete è prossima la morte: si pensa all’Estrema Unzione. Mentre oggi l’Unzione degli Infermi è un sacramento di vita, di guarigione. L’importante comunque è salutare e dialogare, con alcuni è più semplice, con altri meno.

Che clima si respira?
Nei reparti Covid tutti sono molto stressati. I pazienti in generale hanno molto piacere di essere visitati dal sacerdote: tutta l’umanità che si può mettere per incontrarli è di aiuto. Ho stretto molte amicizie tra infermieri e medici. Vedo che hanno tutti bisogno del ministero del sacerdote, anche semplicemente per un saluto. La Pasqua scorsa sono entrato anche in zona malattie infettive: ho percepito cosa vuol dire penetrare in un mondo di “morte” e portare Gesù. Anche se solo finalizzati a portare il Sacramento, ho vissuto momenti di preghiera molto intensi.

Cosa “vedi” nelle persone?
Vedo episodi di “Resurrezione”, persone che attraverso la malattia fanno una esperienza di conversione. Molti che si accostano alla confessione solo per il fatto di raccontare dolori e traumi e fatiche che vivono dentro e già questa è un’esperienza pasquale: dal grigiore alla pienezza. Vedo volti di persone che si commuovono. Ho incontrato anche molte persone lontane dalla Chiesa che a distanza di tempo mi hanno chiamato per dirmi che hanno sperimentato una grazia in questa vicinanza. Non è vero che in ospedale si muore e basta: si guarisce soprattutto, sia in senso fisico, ma anche spirituale. Mi ha colpito molto vedere medici e infermieri consolare le persone nella sofferenza annunciando loro Gesù.

Quale è la cosa più bella che recentemente ti è capitato di vivere?
Un piccolo miracolo: fin dall’inizio avevo in mente di celebrare una Messa per il personale dell’ospedale. Un medico recentemente mi ha chiesto una messa per i medici. Alla fine si è creato un gruppo di 20 persone per celebrare la messa alle 7.30 almeno una volta al mese in ospedale. La prima volta lo abbiamo fatto in Avvento. Sono solo medici per ora, perché gli infermieri non possono per via di quella fascia oraria. “Le opere di Dio si fanno da sé” diceva San Vincenzo de Paoli. Ci ritroveremo la prossima settimana. Si celebra a San Lazzaro dei Mendicanti e alcuni partono molto presto da casa, dalla terraferma, per venire a Messa. Il 14 dicembre, Santa Lucia, abbiamo celebrato anche per il reparto di oculistica: siamo andati in una sala grande adibita dall’ospedale.

Cosa ti preoccupa di più ora?
La paura: è il peggior virus che ci sta contagiando. Se io fossi bloccato dalla paura chi andrebbe da queste persone? Uscire dalla paura è fare Pasqua, è passare al Padre.
Marco Zane

Autore

  • gvonline
    gvonline
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gvonline

Administrator

Visualizza tutti gli articoli
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS
  • GVNEWS

Navigazione articolo

Precedente: Due insegnanti di religione e la didattica a distanza: «La nostra ora è un dialogo per vincere la solitudine da Dad»
Successivo: Beppe Bergomi ricorda Paolo Rossi: «Ho perso un fratello maggiore»

Altri post dell'autore

Mestre, cavalcaferrovia di via Miranese: via ai nuovi guardrail in vista del consolidamento giustizia

Mestre, cavalcaferrovia di via Miranese: via ai nuovi guardrail in vista del consolidamento

30 Luglio 2026 4
Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 24
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 18
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 18

Storie correlate

mira municipio
2 minuti letti
  • GVNEWS
  • RIVIERA

Mira: al via lavori in piazza Municipio e piazzetta di Mira Porte

gvonline 22 Settembre 2026 12
cartoleria bis
1 minuti di lettura
  • GVNEWS
  • MESTRE

Mestre, quando i negozi si aggiornano: come la cartoleria digitale

gvonline 22 Settembre 2026 7
17412163_xl
4 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3

gvonline 21 Settembre 2026 10
Foto 1
2 minuti letti
  • GVNEWS
  • Sport

Domenica 4 ottobre la Maratonella di Campalto. Iscrizioni ancora aperte

gvonline 21 Settembre 2026 7
Screenshot 2026-09-18 alle 16.52.09
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Volontariato, l’esempio di Franca: a 80 anni da Mestre al Lido per aiutare gli altri

gvonline 20 Settembre 2026 10
800065780_2008586789799219_6216722365933034032_n
3 minuti letti
  • GVFOCUS
  • LITORALE

Jesolo, la comunità si ritrova con “La nostra festa”

gvonline 20 Settembre 2026 4

Di tendenza adesso

Mira: al via lavori in piazza Municipio e piazzetta di Mira Porte mira municipio 1

Mira: al via lavori in piazza Municipio e piazzetta di Mira Porte

22 Settembre 2026 12
Mestre, quando i negozi si aggiornano: come la cartoleria digitale cartoleria bis 2

Mestre, quando i negozi si aggiornano: come la cartoleria digitale

22 Settembre 2026 7
Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3 17412163_xl 3

Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3

21 Settembre 2026 10
Domenica 4 ottobre la Maratonella di Campalto. Iscrizioni ancora aperte Foto 1 4

Domenica 4 ottobre la Maratonella di Campalto. Iscrizioni ancora aperte

21 Settembre 2026 7
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.