E chi vuole restare a Venezia, come fa? A questo quesito complicato che molti neo-laureati e ricercatori si pongono, la Casa studentesca Santa Fosca potrà offrire a breve una risposta più che soddisfacente.
A partire dalla fine di ottobre 2024, la casa madre del Centro di Pastorale Universitaria di Venezia ospita infatti due cantieri che, come annunciato dal presidente dell’associazione diocesana e architetto Marco Zordan, verranno ultimati prossimamente: la consegna è prevista per settembre 2026, proprio in vista dell’inizio del nuovo anno accademico. L’obiettivo di questo progetto? Ampliare lo spazio della Casa per accogliere chi desidera rimanere a Venezia dopo aver completato gli studi universitari, ma anche adeguare la struttura di ospitalità attraverso lavori di risanamento e installazione di nuovi impianti.
I cantieri hanno accompagnato la vita della Casa per tutto l’anno accademico 2024-2025 e i lavori proseguono oggi con continuità: sono state infatti completate le due ali principali, la “San Carlo” e la “San Daniele” (già in uso dai ragazzi), i cui interventi sono stati cofinanziati dalla Legge n. 338 del 2000 per alloggi e residenze per studenti universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca per un valore di 450mila euro, mentre il piano terra dell’“ala Nord” è in fase di finitura e collaudo.
Diversi sono stati i lavori che negli ultimi mesi hanno visto quest’area protagonista di una vera e propria trasformazione. Il pianoterra è stato dotato di un impianto di riscaldamento a pavimento, sono stati installati nuovi impianti elettrici e di illuminazione, nuovi serramenti, sono state risanate le murature in laterizio e le travature in legno.
Queste zone della Casa diventeranno locali comuni per il co-working, spazi di lavoro e aule studio condivisi. La creazione di questi spazi, oltre che essere funzionale, permetterà anche a chi verrà ad abitare la Casa di condividere lo spirito comunitario che caratterizza Santa Fosca sin dalle sue origini (così come le altre case del Cpu, ossia Casa Catecumeni a Dorsoduro e Casa San Michele a Mestre). A breve inizieranno anche i lavori del primo piano dell’ala, che prevedono i restauri dei pavimenti storici a terrazzo. Sono già stati adeguati, invece, gli impianti elettrici e di condizionamento, estesi anche alle camere esistenti del sottotetto. Gli interventi, avviati a gennaio 2025, sono stati cofinanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il recupero delle residenze universitarie, per un valore totale di un milione e 700mila euro.
A lavori ultimati, Santa Fosca potrà accogliere altre 55 persone in struttura, raggiungendo una capienza di 165 posti: è questa la testimonianza più concreta di come la Diocesi di Venezia si prenda da sempre cura di chi desidera intraprendere un percorso di studi (e anche di vita) in Laguna.
Elisa Davoli
