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Perché abbiamo “fame” di dolci? Un esperimento al San Camillo

gente veneta Pubblicato:3 Agosto 2025 | Aggiornato:1 Agosto 2025 2 minuti letti
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“Perché desideriamo un dolce anche quando siamo sazi, dopo un ricco pasto e non abbiamo fame?” Una domanda semplice che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo fatti più o meno inconsciamente. A questo interrogativo ha dato una interessante risposta, suffragata da dati scientifici la trasmissione di “Noos – L’avventura della conoscenza” di Alberto Angela, andata in onda su Rai uno.

Per farlo, la troupe televisiva è arrivata al Lido di Venezia, all’ospedale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico San Camillo degli Alberoni dove è stato condotto, e ripreso in esclusiva, un esperimento che ha condotto gli spettatori attraverso le aree del nostro cervello che si attivano alla vista del cibo, il piacere e i meccanismi che guidano i nostri desideri. L’esperimento è stato condotto dallo psicologo Nicola Filippi, responsabile del laboratorio del San Camillo. Per questa esperienza sono stati coinvolti quattro giovani volontari arrivati appositamente al Lido. Insieme hanno partecipato a un pranzo mangiando a sazietà fino a non avere più fame. Dopo il pasto hanno risposto a un questionario, confermando di non avere assolutamente più appetito.

Quando però, a sorpresa, è spuntato un vassoio di dolci, tutti e quattro si sono fatti onore, non rinunciando al dessert. Al termine si sono sottoposti a una risonanza magnetica transcranica al cervello, sempre grazie alla strumentazione presente al San Camillo. Obiettivo dell’esame era quello di vedere quali aree del cervello venivano stimolate alla visione dei dolci, ma anche di altri oggetti di vita quotidiana o prodotti alimentari diversi. I dolci hanno spopolato stimolando il cervello e creando emozioni. La dopamina è un elemento fondamentale e lo zucchero non è solo una semplice componente metabolica, ma un elemento che stimola il nostro benessere psicofisico. C’è però, un avvertimento da non sottovalutare, un po’ di zucchero fa bene, ma guai ad abusarne specie per chi fa una vita sedentaria e con scarso moto.
Lorenzo Mayer

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