Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • VENEZIA
  • Ghetto di Venezia: deposte quindici Pietre d’inciampo, a memoria di altrettanti deportati
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Ghetto di Venezia: deposte quindici Pietre d’inciampo, a memoria di altrettanti deportati

gente veneta 25 Gennaio 2021 5 minuti letti
1 visualizzazioni
Pietre d'inciampo 2021

Si è rinnovato questa mattina, con partenza dal Campo del Ghetto, l’appuntamento con la Cerimonia di deposizione delle Pietre d’Inciampo, nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria. Un itinerario scandito dalla posa di 15 pietre e dal minuto di silenzio davanti all’uscio di casa che fu l’ultima dimora dei concittadini veneziani prima della deportazione. La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, ha aperto la commemorazione alla quale hanno preso parte anche Paolo Navarro Dina della Comunità ebraica, Giovanni Sbordone, direttore dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, il professore di Ca’ Foscari Shaul Bassi in rappresentanza dell’associazione Beit, Luisella Pavan-Woolfe, direttrice del Consiglio d’Europa-Ufficio di Venezia, Marita Liebermann direttrice Centro Tedesco di Studi Veneziani e Marco Borghi, presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano.

“La posa delle Pietre d’Inciampo per Venezia rappresenta ormai un simbolo del Mese della Memoria – ha esordito Damiano. Non si tratta semplicemente di un rito ma di un momento dall’alto valore civile, che va a restituire dignità, identità, umanità, ma anche un nome, un volto, un’anima a quei cittadini veneziani che furono strappati alla vita e consegnati all’orrore dei campi di concentramento. Oggi verranno deposte 15 pietre d’inciampo che si aggiungono alle 90 già posizionate negli anni scorsi, per un totale di 105, segno tangibile di quanto Venezia sia impegnata nel ricordare questa immane tragedia, che ha colpito il mondo e la nostra stessa città”. Mostrando poi i manifesti cittadini in cui è stata utilizzata una simbologia che ricorda la forma delle pietre d’inciampo, con colori diversi che rappresentano i gruppi sociali identificati nei campi di concentramento, la presidente ha sottolineato “come le Pietre diano un senso alla memoria, che deve rimanere viva attraverso l’impegno quotidiano di tutti. L’inciampo fisico ed emotivo deve ricordarci non solo dell’ideologia nazifascista nel luogo simbolo della vita quotidiana, la loro casa, ma deve essere un monito per tutti noi affinché certi orrori del passato non abbiano modo di ripetersi”.

Lungo l’itinerario sono state deposte le pietre a Cannaregio in ricordo di Regina Abolaffio, Rosa De Leon, Eugenia Franco Pitteri, Susanna Calimani Nacamulli e Adele Almansi. A Castello il minuto di silenzio è stato in memoria di Arrigo Jesurum, mentre a San Marco il ricordo si è soffermato sulla famiglia Todesco: sei pietre in onore di Eugenio (padre), Ida Dina, (madre) e i tre figli Bruno, Emilio, Mario e Sergio. Il percorso si è chiuso sempre a San Marco con la posa delle ultime due pietre in memoria di Fernanda Ascoli ed Emilio Scarpa.

“Siamo molto emozionati – ha detto Paolo Navarro Dina – perché questa cerimonia ci consente di ricordare i nostri cari e allo stesso tempo sottolineare la memoria collettiva, che ci aiuta a comprendere quello che è stato. A Venezia, dal 2014 ad oggi, sono state poste 105 pietre, ma il lavoro è ancora lungo, perché in tutto sono stati deportati 246 ebrei”. Bassi ha illustrato due progetti portati avanti in sinergia da Ca’ Foscari, Comunità ebraica e altre associazioni per omaggiare la storia delle persone a cui sono dedicate le Pietre d’Inciampo. “Grazie anche a un finanziamento della Regione Veneto – ha spiegato – stiamo elaborando un progetto di realtà aumentata: inquadrando le pietre d’Inciampo con un telefonino sarà possibile approfondire la storia delle persone che sono state deportate. Il secondo progetto, “Futura memoria”, realizzato dall’associazione Beit Venezia-Casa della cultura ebraica, coinvolgerà i bambini e le famiglie affinché le storie dei deportati vengano raccontate dai più piccoli a modo loro “per dare il senso forte che la memoria è un lavoro continuo e deve essere tramandato di generazione in generazione”.

“Le Pietre d’Inciampo – ha aggiunto Sbordone – sono un monumento particolare, diverso dagli altri, in quanto diffuso e partecipato: le pietre infatti, collocate in vari punti della città, vengono “adottate” dai cittadini e dalle scuole, che si occupano così della loro manutenzione e pulizia. Sono quindi le singole persone che “curano” la memoria. E’ un modo per ricordare l’individualità delle singole vittime dentro l’enormità delle milioni di persone che sono state uccise”. “Le Pietre d’Inciampo non hanno la monumentalità di tanti memoriali che ricordano la Shoah – ha spiegato Pavan-Woolfe – si tratta di un monumento più intimo, a dimensione dei singoli individui e delle loro storie, perché molto spesso non programmiamo una visita ma inciampiamo nei sampietrini, che interpellano in modo diretto e inaspettato le nostre coscienze”.

“La memoria deve rimanere un elemento fondamentale della nostra vita sociale, culturale, civile ma anche personale – ha detto Marita Liebermann – Quella delle Pietre d’Inciampo è una forma di memoria molto particolare, che tiene viva la memoria delle singole persone oltre che della tragedia collettiva. In questo modo non corriamo il rischio di dimenticare quelle persone e cosa è successo loro. Allo stesso modo la memoria ci aiuta a capire come vogliamo sia il nostro futuro”. L’itinerario della Memoria si è chiuso con l’intervento di Borghi, ex direttore di Iveser e oggi presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano: “Le Pietre d’Inciampo – ha evidenziato – sono la dimostrazione di quanto questa città ha dedicato, dedica e dedicherà per una memoria che non sia una ‘spilletta’ da utilizzare una volta all’anno, ma sia uno strumento di cittadinanza, civismo e partecipazione”.

Autore

  • gente veneta
    gente veneta
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gente veneta

Visualizza tutti gli articoli
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Navigazione articolo

Precedente: Csu Zorzetto: sociale, verde, pulizie con il segno più
Successivo: Ospedale di Dolo, nella seconda ondata ridotti i ricoveri: «Merito del pronto soccorso e di una diagnostica migliore»

Altri post dell'autore

Fattorie didattiche: Veneto da primato web fattorie

Fattorie didattiche: Veneto da primato

5 Giugno 2026 3
A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso Screenshot

A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso

26 Maggio 2026 3
Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale  Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

26 Maggio 2026 3
Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni Screenshot

Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni

26 Maggio 2026 4

Storie correlate

pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.