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Mira, Giorgio Zorzi e la sua opera in Uganda: «Se vai lì non puoi non fare»

gente veneta Pubblicato:11 Settembre 2025 | Aggiornato:11 Settembre 2025 4 minuti letti
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riv Zorzi Uganda E

Per Giorgio Zorzi, tornato in Riviera solo per qualche settimana, sono giornate piene di contatti ed incontri pubblici – non solo a Mira e Oriago, dove è di casa – con amici, sostenitori e tutti coloro che, in vario modo, gli stanno dando una mano per portare avanti, con la moglie Sarah, la grande iniziativa che ha preso forma e si è sviluppata in questi anni a favore dei bambini e delle popolazioni delle campagne dell’Uganda centrale.

Giorgio e Sarah – che vivono dal 2017 nel Paese africano insieme a 4 figli adottivi – hanno via via risistemato, ampliato e dotato di molti servizi la scuola del villaggio di Walubira (si chiama “Saint Agnes Nursery & Primary School”) che ora può contare su una presenza media di 350 bambine e bambini che frequentano le 3 classi del ciclo di scuola materna e le 7 classi del ciclo della primaria; un piccolo gruppo di loro (25), inoltre, vive stabilmente e anche dorme nel complesso della scuola, tornando a casa solo per le vacanze.

«La scuola è ormai a posto – racconta Zorzi – e ha solo bisogno di manutenzioni e migliorie continue, ma c’è soprattutto da portare avanti e garantire la gestione quotidiana con tutte le spese che questa comporta: abbiamo 16 insegnanti e altre persone che vi lavorano, come chi cura il giardino e i vari ambienti e chi si occupa della cucina, visto che ogni giorno garantiamo loro un pasto e quindi abbiamo bisogno sempre di farina, fagioli, legna per cucinare… Noi, poi, diamo ai bambini anche le uniformi. Ci sarebbe una retta minima da pagare, meno di 20 euro al trimestre, ma pochissimi riescono davvero a versarla. Lì c’è solo povertà, tanta povertà. Sono tutti poveri. I bambini, oltretutto, vengono da famiglie numerosissime e tanti di loro vivono con nonne e zie che seguono anche una quindicina di nipoti a testa; gli uomini di casa spariscono presto e si interessano molto saltuariamente dei figli ed anche le mamme spesso sono lontane perché vanno a lavorare nei Paesi arabi… Per questi bambini, insomma, la scuola è davvero molto importante; se non vengono a scuola sono destinati ad andare subito a lavorare nei campi e le bambine a diventare mamme prestissimo».

La scuola oggi è attrezzatissima: ha strutture sportive, pompe e serbatoi per l’acqua (con alcune fontane aperte e disponibili per tutta la popolazione che può andare ad attingere) ed anche una fattoria (la “Saint Agnes Farm”) per venire incontro, almeno in parte, al fabbisogno quotidiano della scuola stessa che è divenuta, nel tempo, luogo centrale e principale punto di riferimento per l’intera vita sociale di Walubira e dei villaggi circostanti. Nelle scorse settimane, ad esempio, la “Saint Agnes” si è trasformata in una sorta di grande ufficio anagrafe dove genitori e figli si sono potuti registrare ufficialmente – con tanto di foto ed impronte digitali – ed avere la loro carta d’identità. E sempre nella sede della scuola le autorità locali abitualmente somministrano i vaccini o distribuiscono le zanzariere, realizzano corsi di educazione sessuale per le donne o organizzano riunioni e incontri rilevanti per la vita del villaggio.

Ma che cosa ha spinto e spinge tuttora i coniugi Zorzi a darsi da fare così tanto per questa scuola e per questi bambini dei villaggi nelle campagne ugandesi? «Se uno va là e vede com’è la situazione, farebbe lo stesso – risponde Giorgio – . Non può far finta di niente. E poi, se vogliamo che non vengano qui da noi, bisogna fare qualcosa di concreto lì…». Per chi volesse saperne di più – e magari sostenere direttamente l’iniziativa – può consultare la pagina Facebook, continuamente aggiornata, di Giorgio Zorzi ed anche quella del “Comitato Amici di Giorgio e Sarah per l’Uganda”, creato a Mira appunto per accompagnare e sostenere le varie attività scolastiche, sociali e di promozione umana nate e suscitate in questi anni a Walubira.

Alessandro Polet

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