C’è gente semplice che ha delle passioni cui dedica tempo, intelligenza, abilità. È il messaggio che esce dalla mostra “Arte di Casa nostra”, organizzata anche quest’anno nell’ambito della sagra del Redentore a Malcontenta, dal 16 al 21 luglio.
«Al Canevon, un antico granaio del ‘500, ristrutturato dalla Municipalità di Marghera e adibito a manifestazioni culturali, espongono collezionisti, pittori, scultori…: persone che condividono la loro abilità e soprattutto il loro desiderio di comunità». A sottolinearlo è Adriano Marinello, del gruppo culturale “La Malcontenta”, che organizza la sagra del Redentore assieme alla parrocchia. «La nostra – prosegue Marinello – è una delle sagre più rinomate del territorio e abbiamo 120 volontari che la rendono possibile, con il coinvolgimento di numerosi giovani». La sagra di Malcontenta, da qualche anno, ha inoltre la peculiarità di avere doppi fuochi d’artificio, in quanto l’ex sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, aveva chiesto di far vivere gli spettacoli pirotecnici anche nei paesi, garantendoli pure il sabato della festa e non solo il martedì, giorno di conclusione dell’evento. E così è avvenuto a Malcontenta.
Tuttavia, nonostante la bellezza della sagra, non mancano le difficoltà: una di queste consiste nella componente burocratica. Oggi ci si muove nell’ambito della normativa sulla sicurezza, che deve essere garantita a tutti, il che significa che ci sono tante leggi e regole da rispettare. «Finché la sagra era piccolina ci si arrangiava – aggiunge Marinello – ma, ora che si è ampliata, serve il piano di sicurezza. Va poi tenuto conto di tutta la questione legata all’igiene nelle cucine: un aspetto che viene rispettato con scrupolo, tanto che abbiamo ricevuto i complimenti dall’Ufficio igiene, che è venuto due volte a controllarci negli ultimi anni».
La fatica di organizzare una sagra del genere è ripagata dal fatto che il mercoledì sera, a iniziativa finita, viene organizzato un bel momento di comunità: tutti coloro che hanno lavorato alla festa si riuniscono sotto al capannone. La maggiore soddisfazione, conclude Marinello, è vedere la gente contenta, che «apprezza le novità introdotte per questa sagra, volte a garantire un servizio migliore. Mi riferisco ad esempio al sistema pensato per smaltire le code: ne utilizziamo uno che consiste nell’uso di un dischetto da dare ai clienti che, nell’attesa, possono intanto girare per la sagra. Nel momento in cui il dischetto vibra, ecco che vengono avvisati che il loro piatto è pronto per essere ritirato. Abbiamo poi cinque casse. Tutto questo, oltre al fatto che si tratta di una manifestazione come quelle di una volta, porta ad incrementare la partecipazione: abbiamo i giochi per i bimbi, la rappresentazione dei lavori di un tempo, la banda musicale… C’è un clima di familiarità che altrove non sempre c’è».
Marco Monaco
