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Sacro Cuore di Mestre, “Un palcoscenico per tutti” si farà:missione crowdfunding raggiunta

gente veneta Pubblicato:26 Luglio 2025 | Aggiornato:25 Luglio 2025 4 minuti letti
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Lo spettacolo “Un palcoscenico per tutti”, ideato dal patronato del Sacro Cuore di Mestre e dalla sezione di Venezia-Mestre dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd), si farà: sono stati raggiunti, attraverso un crowdfunding pubblico, i soldi necessari per sbloccare i fondi comunali.

Dei 15.000 totali, il Comune si sarebbe impegnato a coprirne la metà, qualora la raccolta fondi civica avesse coperto l’altra. Così è stato e anzi, sono stati raccolti 700 euro in più, che verranno utilizzati per potenziare la proposta. A raccontare l’iniziativa è Alessandra Molani, responsabile del patronato del Sacro Cuore.

Molani, è soddisfatta del risultato?

Moltissimo. Non ero sicura che ce l’avremmo fatta ma poi, grazie ad un passaparola, ad un paio di video social in più e all’entusiasmo di chi ci ha creduto, siamo riusciti non solo a raggiungere l’obiettivo dei 7.500 euro, ma addirittura a superarlo di 725 euro. Una delle cose che mi fa più piacere è che ci siano stati ben 101 donatori, che sono moltissimi per una raccolta fondi di questo tipo: ciò significa che esiste una comunità che crede in un progetto come questo, con tutti i valori che si porta dietro. E un altro fatto che mi ha colpita è stato questo: l’eterogeneità dei donatori, giovani (anche giovanissimi) e meno giovani, parrocchiani e al di fuori della parrocchia. I mestrini di origine bengalese hanno donato un importo importante, avviando una raccolta interna.

Facciamo un passo indietro. Com’è nata l’idea del progetto?

Come patronato del Sacro Cuore sentiamo l’urgenza di favorire l’integrazione dei nuovi mestrini di origine bengalese, che nel nostro quartiere sono moltissimi. Siamo convinti che l’integrazione passi dal fare le cose insieme. Parlando di questo con gli amici di Aipd, con cui collaboriamo da tempo, e che hanno tra i valori fondanti della loro associazione l’autonomia e l’integrazione di persone socialmente svantaggiate, ci è venuto in mente di utilizzare lo strumento del teatro per un lavoro a 360 gradi, in cui i partecipanti potessero funzionare da risorsa reciproca.

Che messaggio è per l’intera città?

I messaggi che veicola il progetto sono moltissimi: integrazione, aiuto reciproco, solidarietà, fiducia… ma, accanto a questi, che forse sono più ovvi, voglio sottolineare anche l’obiettivo di far vivere a tutti un presidio culturale come il Teatro Kolbe. Sogno uno spettacolo che abbia come pubblico veramente tutti gli attuali cittadini di Mestre. Anzi, sogno che sia così per le prossime stagioni teatrali del Teatro Kolbe, che il patronato del Sacro Cuore guida con una nuova gestione da tre anni.

E per la parrocchia che significato ha promuovere un progetto come questo?

La parrocchia, così come il quartiere e l’intera città, vive con qualche fatica il cambiamento socio-culturale degli ultimi anni(mi riferisco all’arrivo dei cittadini di origine bengalese) che, oltre ad essere di portata enorme, è stato anche velocissimo. E questo certo non ha favorito l’adattamento e l’integrazione tra il “vecchio” e il “nuovo”. La cosa bella, però, è che i classici “nostalgici” dei “bei tempi in cui c’eravamo solo noi”, stanno venendo sempre più soppiantati da chi invece cerca soluzioni creative, costruttive e alla ricerca di un futuro più ricco di diversità. Penso che un progetto come questo rappresenti in pieno tale atteggiamento fiducioso.

Cosa si farà con la cifra in più ottenuta?

Potenzieremo i materiali necessari alla realizzazione di scene e costumi, magari acquistando non solo due, ma ben tre macchine da cucire.

Quando si inizia?

A settembre ci sarà la firma dell’associazione temporanea, che dovremo creare insieme ad Aipd per poter poi ricevere i soldi da parte del Comune e partire con gli acquisti e i contratti ai collaboratori. Ci stiamo già coordinando con l’équipe di lavoro per organizzare i primi incontri di coordinamento, così da partire con le prove e la realizzazione di scene e costumi tra ottobre e novembre, e debuttare a febbraio. Naturalmente, siete tutti invitati. E, se sarete in tanti, faremo un sacco di repliche.

Carlo Millino

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