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Mestre: tutto sfuso e da mini-aziende, la sfida di Alessandra

gente veneta Pubblicato:4 Aprile 2025 | Aggiornato:4 Aprile 2025 5 minuti letti
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mes2 bean

Lunedì 10: un incontro organizzato a Mestre in un pomeriggio di marzo. Dove? In una sala riunioni? No, in un negozio del centro dal nome simpatico: Super Bean. Una ventina di persone che rispondono all’invito di Avapo Mestre di ritrovarsi insieme per conoscere la storia di Alessandra Bucella che l’anno scorso, il 30 settembre, ha aperto in via Torre Belfredo 2/A questo nuovo negozio di vicinato, tutto biologico, con coraggio e determinazione e la voglia di condividere un messaggio.

Quale? Che mangiare sano non è solo una dieta, un modo per conservare e acquisire salute, ma soprattutto un gesto di amore verso se stessi e verso chi si ama. Ed ecco allora che in un locale rimodernato, ampio, luminoso, dal profumo di legno, fanno bella mostra di sé sul muro tanti dispenser, uno vicino all’altro, contenenti legumi, farine, pasta di grani antichi e non solo, con una alternanza accattivante di colori e utili illustrazioni del prodotto, per ciascuno, per incuriosire ma soprattutto informare.


All’apertura dell’incontro di lunedì Roberta Franceschini, biologa e nutrizionista, che ne è stata l’ideatrice, ha precisato che quella di Alessandra «è una bella favola che nasce col suo primo figlio e il desiderio di dare pratica attuazione ad una scelta di vita nel biologico e non solo per sé».

«Una scommessa con me stessa». Il momento della genitorialità – racconta Alessandra – è un momento delicato, di responsabilità, in cui fare scelte ben precise. E così ho fatto e quando è arrivato il momento dello svezzamento non ho avuto dubbi. E – aggiunge – il negozio in via Torre Belfredo è stata poi una scommessa con me stessa e grazie anche al sostegno di mio marito sono riuscita ad aprirlo pur in presenza ancora oggi di un certo scetticismo verso il biologico, che ancora non è compreso da tutti, forse anche per il prezzo dei prodotti. Ho anche deciso di adottare la pratica dello sfuso (ecco il perché di tanti dispenser), così i clienti possono prendere ogni volta ciò che serve loro senza sprechi sia che si tratti di farine, pasta, legumi o di detersivi».
Alessandra gestisce con entusiasmo da sola questa attività e la sua giornata è un po’ caotica (come per tutte le mamme che lavorano!) tra gestione della famiglia con oggi due figli di 5 e 2 anni (per fortuna ci sono anche i nonni) e lavoro, con il martedì e giovedì orario continuato. «La mia clientela è varia; posso dividerla per fasce d’età: dai giovanissimi che sono per esempio attratti dalle bevande, dalle creme spalmabili e dai prodotti per la prima colazione; dalle persone fra i 30 e i 50 anni che sono curiose, chiedono, si informano, anche se non hanno tanto tempo e cercano così di massimizzare tempistiche di preparazione e cottura con alimenti di qualità. Poi ci sono gli over 50 che si fermano un po’ di più in negozio e si interessano anche di verdura e frutta; anche i detersivi alla spina sono richiesti. I legumi poi sono trasversali a tutte le età e sono oggetto di molte domande, soprattutto per quelli meno conosciuti».

I fornitori? Piccole aziende a conduzione familiare. D’altronde il legume, il fagiolo, lo troviamo anche nel logo del negozio. Curioso il perché di questa scelta. È stata Alessandra ad averlo inventato: le ricordava mister Bean, protagonista di un noto cartone animato, ma soprattutto perché rappresenta il top della proteina vegetale (da questo il bicipite trasformato in fagiolo, appunto) che dà energia. «Super perché deve esser un “super eroe” che, in un certo senso, forse in maniera un po’ utopistica, ci salverà, se vogliamo, anche dalla grande distribuzione…», precisa Alessandra sorridendo.
Dall’anno scorso si è dedicata da subito alla scelta dei fornitori che ha voluto attenti al biologico, ma soprattutto ha optato per piccole aziende a gestione familiare come quelle presenti appunto all’incontro di lunedì, come Visvita di San Martino di Lupari, che produce pasta con grani antichi italiani e Apicultura Restante, produttore di miele con un’esperienza pluridecennale. Entrambi hanno “raccontato” la loro passione che altro non è che il loro lavoro.

Obiettivo? Relazioni tra le persone. Il sogno nel cassetto di Alessandra? «Vorrei – risponde – che l’attenzione a questi prodotti crescesse anche per permettermi, con la loro vendita, di mantenere a lungo questa attività, è ovvio, ma anche per poter essere di aiuto ai clienti con i quali si sta creando, giorno dopo giorno, una bella relazione fatta anche di qualche confidenza e condivisione. Tutto ciò a testimonianza di quanto oggi, forse più di una volta, sia la relazione a renderci vivi e presenti gli uni agli altri, anche in negozi come il mio… della porta accanto».
E se questo è il sogno nel cassetto di Alessandra, un altro ancora, da realizzare più avanti, è quello della sua famiglia tutta intera: «Ci piacerebbe – confessa – un giorno di andare a vivere in montagna e gestire un rifugio». Naturalmente con tutto biologico, ci viene da aggiungere!
Antonella Ruggieri

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