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Mestre, Righi:«60 anni e piùaccanto ai clienti»

gvonline Pubblicato:13 Dicembre 2025 | Aggiornato:11 Dicembre 2025 4 minuti letti
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mes3 negozio

Raccontare  la storia del negozio fondato a Mestre, nel lontano 1962 (e  noto a molti in città, ancora oggi), da Giuseppe Righi insieme alla moglie Bruna, è possibile partendo  dai ricordi dei figli Marco e Andrea che, già da giovanissimi, durante le vacanze estive delle medie, negli anni ’70 aiutavano i loro genitori. Poi, raggiunto il diploma e terminato il servizio militare nel 1983, ne hanno continuato l’attività.

«Abitavamo a Sant’Elena, a Venezia – racconta Marco -. Per comodità ci siamo poi trasferiti a Mestre ma, fino a quando questo non è stato possibile, nei giorni di nebbia mio padre raggiungeva a piedi piazzale Roma per poi salire su un mezzo che lo portasse a Mestre. E questo accadeva spesso».

Un’immagine storica del negozio della famiglia Righi a Mestre

«Della mia attività in negozio, fin da ragazzino insieme a Marco, fra le altre cose ricorderò sempre – osserva Andrea – il gusto di una soda fresca con la cannuccia offertami in una calda estate da una cliente come ringraziamento a me, ancora undicenne, per essere riuscito a procurarle un articolo la cui posizione mi era stata indicata da mio padre. Articolo che era posto in alto, molto in alto, sulle scaffalature». Il negozio inizialmente aveva sede in via Colombo 26. «Dal 1998 – commentano Andrea e Marco – ci siamo trasferiti nell’attuale sede di via Giardino15/via Slongo 22, più ampia e con un parcheggio privato vicino alla zona del mercato».

Andrea precisa: «Marco ed io abbiamo iniziato piuttosto presto ad andare in negozio: un po’ per curiosità, un po’ perché mio padre ci faceva capire che aveva bisogno di aiuto al banco o nei magazzini. Quando arrivavano gli articoli, infatti, avevamo indicazione di sistemarli secondo un certo criterio. Era un modo per conoscerne le varie tipologie e imparare a distinguerle: avevamo innanzitutto prodotti vernicianti, poi quelli decorativi per la casa, battiscopa in legno, cornicette, carte da parati…». Successivamente anche articoli di ferramenta. «Ci siamo così forgiati, un po’ alla volta, non solo a livello commerciale ma anche fisicamente, poiché arrivavano materiali di un certo peso che bisognava gestire. Ricordo che avevamo a che fare anche con sacchi di cemento e di gesso da 30-40 chili».

Da Righi la scelta era assai vasta. «Abbiamo avuto sempre la caratteristica di essere un negozio ”bazar” dove si poteva trovare un po’ di tutto fra i prodotti che erano in uso in casa, come quelli per le pulizie, che ora vendiamo meno: la nostra offerta, oggi, è infatti più orientata agli articoli di nicchia, di qualità. Allora non c’erano tanti negozi che li vendevano. Ricordo che li esponevamo all’esterno, in appositi espositori che venivano riportati dentro la sera».

Il negozio oggi

Con l’arrivo della tintometria elettronica e dell’informatica, i genitori di Marco e Andrea hanno poi demandato queste innovazioni proprio alla loro competenza. «Nel boom economico degli anni ‘80 – dice Marco – il lavoro era soddisfacente e i costi sopportabili. Ma l’avvento dei centri commerciali ha spostato gli acquisti verso la periferia, mettendo in difficoltà il commercio tradizionale. Noi ci difendiamo con la nostra professionalità e competenza pluriennale, ma è una lotta contro i mulini a vento. La clientela abituale ha un’età vicina alla nostra, se non superiore. I giovani hanno perlopiù altri metodi di acquisto. La nostra gratificazione sta nel riuscire a soddisfare le richieste del cliente, che ci ripaga sostenendo che da noi trova davvero di tutto».

Andrea spiega come oggi, rispetto ad una volta, si debba illustrare  di più l’utilizzo di questo o di quel prodotto: farlo, rappresenta un valore aggiunto importante. «Anzi, direi distintivo nella nostra attività. Cerchiamo sempre di rassicurare il cliente, fornendogli indicazioni precise. Altrimenti opterà per acquistare online, il nostro vero concorrente. Abbiamo anche diversi clienti stranieri che spesso si passano parola gli uni con gli altri».

Tanti gli anni trascorsi lavorando nel negozio di via Slongo, tra impegno e orari lunghi, come pure tra molti aneddoti, anche curiosi e divetenti.

«Ce ne sarebbero tanti da raccontare – conclude Marco – ma non possiamo anticiparli: è nostra intenzione raccoglierli e pubblicarli alla fine di questa faticosa, ma soddisfacente, avventura lavorativa». Iniziata ben 63 anni fa.

Antonella Ruggieri

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