Nel 2025 gli occupati stranieri residenti in Veneto hanno raggiunto quota 267 mila, una cifra che rappresenta il 12% della forza lavoro complessiva a livello regionale. Il dato emerge dal nuovo report intitolato “Misurare la presenza straniera nel mercato del lavoro veneto”, curato dalla collana “Misure” dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro, che mappa la demografia e l’andamento dei percorsi occupazionali sul territorio.
In base alle rilevazioni demografiche riferite al primo gennaio 2025, i cittadini stranieri residenti in Veneto sono complessivamente 503 mila, un valore pari al 10,4% della popolazione totale. All’interno di questa platea, i cittadini extracomunitari sono 365 mila, equivalenti al 71% del totale degli stranieri residenti, mentre i soggetti in età lavorativa si attestano a 388 mila unità.
Le dinamiche sui flussi di impiego indicano che i lavoratori di origine straniera coprono circa un terzo delle nuove assunzioni registrate in regione. La ricerca evidenzia che i contratti attivati si concentrano prevalentemente in settori caratterizzati da stagionalità o discontinuità occupazionale, con rapporti di breve durata e ripetuti nell’arco dell’anno, in particolare nei comparti dell’agricoltura, del turismo, del commercio e dei servizi di pulizia.
Il report censisce inoltre oltre 50 mila lavoratori cosiddetti esordienti, ovvero persone che hanno attivato per la prima volta un contratto di lavoro subordinato in Veneto dopo essere arrivate da altre regioni o dall’estero, oppure in precedenza impegnate in forme di impiego non subordinato o irregolare. Sul fronte della disoccupazione si registra una progressiva diminuzione, con una media di circa 15.500 disoccupati stranieri nel corso del 2025, pari al 20% del totale regionale, tra i quali tre su quattro risultano essere cittadini non comunitari.