L’emergenza siccità nel Veneziano ha raggiunto livelli critici, compromettendo seriamente i raccolti estivi ed autunnali. Mais, soia, ortaggi, frutta e foraggi soffrono un pesante stress idrico, mentre negli allevamenti il caldo ha ridotto la produzione di latte fino al 20%.
In aree come Caorle e San Michele al Tagliamento, il mais rischia l’azzeramento della produzione. La situazione è aggravata dalla risalita del cuneo salino nei fiumi, come il Livenza, che rende l’acqua inservibile per l’irrigazione. Anche la crescita delle barbabietole è ferma da giugno. Negli ortaggi, il problema riguarda l’imminente trapianto delle produzioni invernali, che necessitano di acqua. Per la frutta, il caldo eccessivo causa una maturazione accelerata e simultanea di diverse varietà, provocando crolli dei prezzi e danni economici.
Tiziana Favaretto, presidente di Coldiretti Venezia, sottolinea la demoralizzazione degli agricoltori, stremati da un clima sempre più tropicalizzato, dall’aumento dei costi energetici e dalla mancanza di un giusto riconoscimento dei prezzi.
Di fronte a questa crisi, l’irrigazione di precisione, adottata da un’azienda su dieci, non basta più. Coldiretti rilancia l’urgenza di un piano strutturale:
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Invasi multifunzionali: Creare una rete di bacini per stoccare l’acqua piovana e produrre energia idroelettrica, progetti già pronti nei consorzi di bonifica.
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Efficientamento: Ridurre le perdite delle reti idriche, considerando che l’Italia trattiene solo l’11% dell’acqua piovana.
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Innovazione e ricerca: Investire in varietà resistenti alla siccità tramite le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) e consolidare l’agricoltura di precisione.
La sfida della siccità richiede risposte concrete e immediate per garantire la sicurezza idrica e il futuro del comparto agricolo locale.
