Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • GVFOCUS
  • Lavoro agile, l’imprenditore Bruno Martino (Novarex): «Orario e sede di lavoro li decida il dipendente, purché sia corresponsabile dei risultati»
  • ECONOMIA
  • GVFOCUS

Lavoro agile, l’imprenditore Bruno Martino (Novarex): «Orario e sede di lavoro li decida il dipendente, purché sia corresponsabile dei risultati»

giorgiomalavasi 5 Agosto 2020 4 minuti letti
1 visualizzazioni
Working mother with child in the kitchen

Portrait close up of young mother working on laptop at the kitchen and making notes while her toddler son is sitting next to her, having meal

Un’estate con il fiato sospeso. Potremmo definirlo così questo periodo alternato tra ritorno all’ufficio e al lavoro, ferie un po’ più esigue del solito e figli tornati a correre liberi tra i giardini dopo mesi di clausura. Una parvenza di normalità, se non fosse per i grandi punti interrogativi che circondano la ripresa in autunno: si riuscirà a tornare a lavorare come prima? Scuole con o senza turni? Con o senza mensa? E le aziende, alle prese con profonde difficoltà economiche e con dipendenti con figli a carico e scuole che rischiano di funzionare a singhiozzo? «Il manager sceglie. L’imprenditore decide. Ebbene questo è il momento delle decisioni. Le nostre aziende devono decidere di dare priorità ai dipendenti, ma nel segno della corresponsabilità».

A dirlo è Bruno Martino, presidente dell’etichettificio Novarex e referente di Confindustria per le aziende del Miranese, come tanti altri alle prese con la gestione della ripresa dopo l’emergenza del lockdown. E la parola d’ordine, l’unica via d’uscita, pare essere sempre la stessa: flessibilità.

E’ quanto l’imprenditore veneziano ha messo in campo nei mesi passati, barattando una maggiore autogestione dei propri dipendenti con la responsabilità del risultato finale. «Nella mia azienda un dipendente può fare le sue otto o nove ore e poi andare a casa. L’orario preciso non è importante. Se si fattura oggi o si fattura domani, per l’azienda non cambia. Se un macchinario comincia a funzionare alle 5 del mattino o alle 7 non fa differenza. Cerchiamo di essere più flessibili possibile» afferma Martino.

«Certo il momento del covid ci ha colti tutti impreparati, lì c’è stato più di qualcuno che mi ha chiesto di restare a casa. E ognuno ha i suoi motivi – continua l’imprenditore – se ci sono dieci dipendenti in un ufficio uno avrà i figli a casa, l’altro dovrà andare in palestra, un altro avrà altri problemi: perché l’orario devo farlo io? La gestione di un ufficio amministrativo o commerciale può essere autonoma: ferie, permessi, orari, il gruppo li può gestire da sé». Un’idea valida unicamente per il lavoro d’ufficio? «Anni fa ho fatto un discorso simile ai miei dipendenti che lavorano nelle linee di produzione – spiega Martino – l’azienda cresce e va bene e a me serve un caporeparto: ma se assumo qualcuno che vi controlla, che viene a comandare, questo non vi piacerà. All’epoca abbiamo fatto un’altra scelta: un aumento di stipendio, nove ore di lavoro e qualche sabato in più e la responsabilità è loro, dei dipendenti. Il prodotto oggi è in mano loro in virtù della corresponsabilità, le trenta famiglie che dipendono dal nostro lavoro non vivono solo sulle mie spalle ma anche sulle loro».

Eppure la realtà diffusa in Veneto pare un po’ diversa. Secondo i dati diffusi recentemente dalla Fondazione Nord Est, le imprese venete che hanno attivato smart working e lavoro a distanza per i propri dipendenti sono stati solo il 22 per cento. Quasi il 30 per cento ha optato per la riduzione delle ore e dei turni di lavoro, 60 aziende su 100 hanno attivato la cassa integrazione e il 46 per cento sono ricorse a riduzione dei costi tramite ferie obbligatorie. A domanda diretta, il 78,4 per cento degli imprenditori definisce l’opzione dello smart working come impraticabile perché incompatibile con tutte o quasi tutte le mansioni dei propri dipendenti. Una situazione che si è tradotta con l’impiego del lavoro a distanza nei mesi di marzo e aprile per solo l’8,3 per cento degli addetti.

«Molti imprenditori non possono attivare lo smart working o meglio il “telelavoro”, perché badate con “smart” si intende ben altro, altri sono scettici» commenta Bruno Martino, «spesso si cade in un discorso di principio più che di sostanza, dovuto alla fatica di misurare il lavoro fatto a casa. L’attività deve essere invece basata sulla responsabilità che è anche dell’impiegato, non solo del datore di lavoro. Io ho messo due persone in telelavoro, l’attività deve funzionare prima di tutto nel rapporto con i colleghi in ufficio, dev’esserci collaborazione». E se il lavoro dev’essere smart, anche la scuola dovrebbe diventarlo: «Cerchiamo di cogliere in questa crisi anche l’opportunità. Il nostro modello scolastico è obsoleto, la modernità non può passare solo per una lavagna elettronica, i riferimenti devono cambiare» consiglia l’imprenditore.

Maria Paola Scaramuzza

Autore

  • giorgiomalavasi
    giorgiomalavasi

    RINNOVO 2022

    RINNOVO 2021

    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

giorgiomalavasi

RINNOVO 2022 RINNOVO 2021

Visualizza tutti gli articoli
  • ECONOMIA
  • GVFOCUS

Navigazione articolo

Precedente: Giudecca, un finanziere salva un uomo che stava per annegare
Successivo: Acqua alta a Venezia: completati gli interventi di manutenzione su 35 chiese

Altri post dell'autore

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato» federica pellegrini nozze

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato»

8 Settembre 2022 5
Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa» erika angelo shanghai città

Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa»

1 Giugno 2022 3
Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti cult3 pollini

Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti

28 Aprile 2022 3
Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi mes4 depuratore

Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi

7 Aprile 2022 3

Storie correlate

pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.