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Confagricoltura, la siccità è emergenza. In Veneto temperatura salita di 2 gradi in 40 anni

gente veneta Pubblicato:29 Marzo 2022 | Aggiornato:29 Marzo 2022 4 minuti letti
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Attese le piogge primaverili, dopo una siccità invernale da record. La situazione è grave in tutta la provincia di Venezia. Bisogna tornare indietro di trent’anni, al 1990 e al 1992, per trovare una quantità di pioggia invernale inferiore all’ultimo inverno. In Veneto si è registrato un aumento della temperatura di 2 gradi negli ultimi 40 anni. “Inverno asciutto frumento dappertutto”, diceva una volta un vecchio proverbio che stava ad indicare come il problema principale dei cereali autunno vernini fosse l’eccesso idrico soprattutto nel periodo successivo alle semine con il rischio che marcisse il seme prima di germinare, ma anche nella fase di crescita delle piante con condizioni asfittiche che provocassero un carenza di ossigeno per le radici oltre che lisciviazione di azoto negli strati più profondi del terreno. «Non è certo il caso di quest’ultimo inverno in cui è piovuto meno del normale, soprattutto negli ultimi due mesi – conclude il presidente Pasti. – È difficile affermare che la mancanza di piogge di quest’ultimo inverno derivi dal cambiamento climatico, tuttavia l’estate scorsa è uscito uno studio che analizzando una mole immensa di dati è riuscito a stabilire un nesso tra piogge estreme e cambiamento climatico. All’aumento di eventi con piogge estreme, corrispondono poi periodi prolungati di mancanza di precipitazione. Inoltre è un dato ormai acquisito che negli ultimi quarant’anni le temperature medie in Veneto sono aumentate di 1.5/2 gradi, con conseguente incremento anche dell’acqua evaporata dai terreni e traspirata dalle piante».

Se la mancanza di piogge dovesse perdurare, o le piogge dovessero essere insufficienti, la situazione potrebbe diventare molto difficile. «In questi giorni sono in corso le preparazioni dei terreni, ma nell’area di Chioggia si stanno effettuando le semine dei cereali su deserti di polvere: è già quasi impossibile irrigare i campi, anche a causa del mancato avvio dei lavori di sbarramento per impedire la risalita del cuneo salino – sottolinea Nazzareno Augusti, segretario di Confagricoltura Venezia a Chioggia. – Se mancheranno le piogge primaverili la siccità potrebbe aggravarsi al punto da far penetrare più ampiamente l’acqua marina con una risalita tale da rendere completamente inservibili i canali irrigui, già a secco, uccidendo l’agricoltura dell’intera area di Chioggia. Sia chiaro che danneggiare le colture significa incidere sulla disponibilità alimentare delle nostre comunità».

«Per ora non siamo di fronte ad un’assillante necessità di procedere con l’irrigazione delle colture in atto – afferma Simone Bozza, segretario di Confagricoltura Venezia nella zona di Portoguaro e San Donà. – I danni, per frumento ed orzo, non sono ancora quantificabili. Siamo però nel momento cruciale: in assenza di piogge, o con piogge insufficienti, ci potrebbero essere conseguenze con produzioni molto probabilmente ridotte. Per le semine primaverili si può ancora attendere. Per le barbabietole, già a dimora, la carenza d’acqua ancora non è pregiudizievole, ma tutto dipende da quando pioverà. L’estate? Chissà… Bisogna capire quanto pioverà in primavera e se, in montagna, gli invasi si riempiranno come di consueto. I Consorzi di Bonifica sono in allerta già da alcune settimane, anche se ancora, in concreto, non sono state prese decisioni di natura straordinaria».

«È importante fare investimenti per ottimizzare la gestione delle risorse idriche, con interventi per la ricarica delle falde, lo sbarramento contro la risalita del cuneo salino e anche il miglioramento delle tecniche agronomiche e la realizzazione di impianti di irrigazione più efficienti – precisa Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia. – Fino a febbraio, non ci sono state grosse difficoltà nelle campagne, ma il tempo asciutto, protratto per tutto il mese di marzo, ha creato problemi alle concimazioni azotate di copertura dei cereali come frumento ed orzo, che hanno bisogno di umidità nel terreno per avere una buona efficacia. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di una perturbazione che dovrebbe portare una trentina di millimetri di pioggia: se così sarà, potremo risollevare la situazione per cereali autunno vernini e barbabietole ed anche per il mais, le cui semine stanno iniziando in questi giorni».

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