Al 30 aprile 2026, la Regione Veneto ha raggiunto 281.636 persone aiutandole a trovare lavoro o a ricollocarsi, offrendo percorsi di formazione gratuiti.
È il bilancio per quanto riguarda il Veneto del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori), una delle riforme principali del PNRR, pensata per dare sostegno all’occupazione, in particolare delle persone più in difficoltà per conseguirla.
In vista della scadenza del 30 giugno 2026, fissata per la conclusione di molti progetti legati al PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dall’Unione Europea), la Regione del Veneto ha diffuso i dati relativi all’impiego dei fondi in due settori chiave: il lavoro e il turismo.
Nel 66% dei casi – spiega la Regione – si è fatta una formazione breve o media per aggiornare le competenze ed essere pronti al lavoro in tempi rapidi.
Nel 19% dei casi si è sostenuto il reinserimento occupazionale di lavoratori che hanno già buone basi, ma necessitano di un breve rafforzamento, specialmente in ambito digitale.
Nell’11% dei casi, infine, si sono messi in campo percorsi di riqualificazione più lunghi e approfonditi, destinati a chi deve cambiare radicalmente le proprie competenze professionali.
Turismo: il rilancio del Delta del Po
Sul fronte turistico, sono in corso i lavori del “Progetto integrato per il potenziamento dell’attrattività turistica delle aree del parco del Delta del Po”. Si tratta di un investimento complessivo di 55 milioni di euro, condiviso tra le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna (al Veneto sono stati assegnati 25 milioni).
I principali interventi ad oggi includono:
- Mobilità e infrastrutture: sono stati completati 13 dei 14 pontili previsti per la navigazione fluviale e lagunare (investimento di 1,5 milioni) e sono stati acquistati due treni ibridi (3,5 milioni).
- Ciclabilità: sono in corso i lavori per le ciclabili “VENTO” (che costeggia il Po) e “ADRIATICA”, che comprendono nuove passerelle pedonali e collegamenti con le stazioni ferroviarie.
- Ambiente e Archeologia: è quasi terminato il collaudo del Centro di recupero tartarughe marine (ex CEAC) a Porto Viro (costo 1 milione). È invece in fase di progettazione il piano per valorizzare i siti archeologici di Adria, San Basilio e Loreo, con conclusione prevista entro il 2028.
