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«L’umanità ha bisogno di Dio, perché Dio è relazione»

gvonline 23 Dicembre 2025 3 minuti letti
5 visualizzazioni
Messa Al'Angelo mestre natale 2025

«Natale è tenere accesa una luce mentre le tenebre scendono. L’umanità ha bisogno di Dio, perché Dio è relazione».

Ieri sera presso l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, il Patriarca Francesco ha presieduto un’altra delle Messe pre-natalizie di questi giorni, su invito della stessa azienda sanitaria. Dopo le due carceri maschile e femminile e il Petrolchimico, questa sera il Patriarca ha celebrato per i malati e il mondo della sanità. La celebrazione è stata curata dalla Cappellania dell’Ospedale ed è stata animata dal coro di bambini e di giovani della parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre. Presente il direttore generale dell’Ulss3 Serenissma Edgardo Contato, insieme a diversi dirigenti e medici dell’azienda sanitaria.

«Non c’era posto per Gesù – ricorda il Patriarca all’inizio dell’omelia per la Messa -Lo sappiamo dai Vangeli e una tradizione indica anche il luogo dove si ritiene fosse la grotta di Betlemme. Non c’era posto per Lui: questa è una cifra, una costante della vita di Gesù. Il Figlio dell’Uomo non ha neanche un cuscino, un luogo dove posare il capo. Morirà anche fuori Gerusalemme. Gesù non viene accolto. Prepararsi al Natale vuol dire diventare luoghi accoglienti per il Signore e così esprimere il senso del Natale. Essere accoglienti anche per le persone che ci stanno accanto, accogliere chi ha problemi, chi è in difficoltà, accogliere chi soffre. Natale è tenere accesa una luce, restando desti mentre attorno aumentano le tenebre».

Tra le svolte epocali, per il Patriarca la fede è necessaria per riscoprire le relazioni e rimettere l’uomo al centro: «Siamo reduci da un anno di svolte epocali: le guerre, l’intelligenza artificiale dominata da pochi e con piattaforme sempre più potenti, l’Europa che fatica a capire cosa dovrà fare e non potrà solo avere un progetto di difesa, ma anche un progetto politico positivo di costruzione sociale. Tutto questo ci dice che l’umanità ha bisogno di Dio, perché Dio è relazione. Il Dio cristiano è Relazione, una relazione eterna . Padre, Figlio e Spirito Santo. Abbiamo bisogno di costruire relazioni a partire da una fede che non è creduloneria, superstizione, ma fede “affidabile” che vuole essere consapevole di sé stessa e per questo mette l’uomo al centro. Il Natale è affidato a ciascuno di noi e alle nostre comunità, quei piccoli segni di relazioni nuove».

Infine un ricordo: «Ero giovane viceparroco, e il mio parroco, di cui ho un grande ricordo, mi disse: “Ricordati che nel Vangelo c’è tutto”. Andando avanti con la vita mi sono accorto che se si leggono i vangeli pregandoli, cercando quella sapienza che traspare da quelle brevi, piccole pagine, troviamo che nei Vangeli c’è la risposta i problemi dell’uomo. Nella mia vita mi è capitato di dover studiare teologia, scrivere di teologia, insegnare trent’anni e partecipare a convengni…ma le parole del mio parroco le ho riscontrate come verissime. Nel Vangelo c’è tutto. Il Signore non è accolto perché manchino spazi, ma perché chiede la conversione, che richiede la battaglia fondamentale per la nostra vita, lavorare su sé stessi. Purtroppo infatti possiamo correre il rischio di tacitare i superiori, maltrattare i collaboratori, perseguitare i deboli…la vera battaglia la vinciamo contro noi stessi, il Regno di Dio è di chi fa “violenza contro noi stessi”. Il ritorno a Dio, oltre alla festa umana del Natale che dobbiamo fare, è ritornare sui nostri passi. Una scelta fondamentale per noi e per l’ambiente in cui viviamo. Questo vale anche per i piccoli, chiamati ad essere piccoli secondo il Vangelo».

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