Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • DIOCESI
  • «Il perdono è il lievito della società»: la Messa del Patriarca al carcere maschile
  • DIOCESI
  • GVNEWS
  • Home

«Il perdono è il lievito della società»: la Messa del Patriarca al carcere maschile

gente veneta Pubblicato:19 Dicembre 2024 | Aggiornato:19 Dicembre 2024 4 minuti letti
1 visualizzazioni
Carc124

«Desideriamo essere una risorsa per la città». È con queste parole che un ristretto della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia ha dato inizio alla S. messa di Natale celebrata dal Patriarca Francesco Moraglia nella mattina di giovedì 19, alla presenza di una ventina di detenuti, del direttore del carcere Enrico Farina e dell’assessore Massimiliano De Martin in rappresentanza del sindaco.
È la prima messa di Natale che si tiene in carcere dopo la scomparsa di don Antonio Biancotto, che per tanti anni ne era stato cappellano, impegnandosi sempre nell’incoraggiare i detenuti a non mollare e a sentirsi ancora utili alla società. Una foto di don Antonio è stata posta in chiesa sotto la targa commemorativa e appena sopra al grande presepe realizzato per le festività. Don Antonio con affetto spronava sempre a dare il meglio di sé, nonostante la situazione difficile. Un incoraggiamento che è stato accolto da chi si trova a percorrere il cammino tra le sbarre: «Ci siamo anche noi e sentiamo di poter dare tanto alla città, siamo cercatori di opportunità. Qui ci sono commercialisti, muratori e persone esperte di cybersecurity che desiderano essere una risorsa per la comunità veneziana. Vi chiediamo cosa possiamo fare per essere d’aiuto» ha detto il detenuto a nome dei 270 presenti nella casa circondariale, che si vedono offrire sempre più opportunità lavorative.
«È bello che il carcere, questo nome così grave, appartenga sempre più alla città e sia una componente della nostra vita sociale» ha esordito nell’omelia il Patriarca Francesco, durante la messa che ha celebrato insieme al nuovo cappellano del carcere don Massimo Cadamuro.
«In genere si è in carcere perché si è fatto qualche errore, ma se andiamo al di là della legge, che deve avere la sua forza e obbiettività, dobbiamo anche chiederci perché una persona ha sbagliato e in che condizioni si è trovata in un momento di fragilità della vita. – e continua il Patriarca – Anche se questo esula nelle aule giudiziarie è un qualcosa che deve entrare nella coscienza collettiva. La città non cresce solo facendo gli affari o con i luoghi dell’alta cultura, ma è fatta anche di persone concrete e ha da imparare da tutti i suoi cittadini, anche da quelli che hanno sbagliato».
Poi parla del Natale e del senso del perdono: «Il Natale non è solo quella novità che irrompe nel mondo, ma dice che il bene può iniziare da te. – afferma, rivolgendosi ai carcerati – In ambito cristiano quella novità che a Gesù stava molto a cuore si chiama e si chiamerà sempre perdono. Finché l’uomo decide di rimanere umano, e non perseguire solo sogni di transumanesimo e post umanesimo, il perdono è il lievito della società che deve essere dato e ricevuto in un cammino di crescita e responsabilità. Voler essere bene per gli altri è quello che si cerca di fare in un luogo di cammino».
Infine si sofferma sulla società che evolve, anche se non sempre in modo positivo: «Non è detto che ogni evoluzione e ogni cambiamento siano più umani e mettano al centro di tutto la persona. A noi interessa chi è concreto e responsabile della comunità. Dobbiamo lavorare per una città più fraterna. Il trinomio uguaglianza, libertà e fraternità negli ultimi 200 anni non ha funzionato perché è mancata proprio la fraternità. Quest’ultima è l’elemento essenziale, la prima cosa che dobbiamo imparare e dobbiamo chiedere di trasmettere ai nostri giovani». Proprio al termine della S. messa un detenuto ha recitato una poesia sul senso della fraternità e della condivisione: «Se vogliamo che il mondo vada avanti dobbiamo tenerci per mano. – ha detto – la libertà non ci serve se non abbiamo il coraggio di guardarci in faccia e di stare insieme. Le cose grandi finiscono, sono quelle piccole che durano. La società deve tornare unita e non essere frammentata». Alla fine di tutto i detenuti hanno consegnato dei regali al Patriarca, tra questi una stella fatta a mano e delle realizzazioni create alla Cooperativa Rio terà dei Pensieri che dà lavoro ai carcerati. Infine, il ricordo del Patriarca volge ancora a don Biancotto: «Era l’anima del carcere. Chiediamo ora ci guidi dal cielo in tutto quello di cui abbiamo bisogno in questo luogo».

Francesca Catalano

Autore

  • gente veneta
    gente veneta
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gente veneta

Visualizza tutti gli articoli
  • DIOCESI
  • GVNEWS
  • Home

Navigazione articolo

Precedente: Ulss 3 apre il Cup in carcere a Venezia: visite ed esami prenotati da sei detenuti
Successivo: Rivoluzione per i materiali rari. Ca’ Foscari: «Possiamo crearli in laboratorio»

Altri post dell'autore

Fattorie didattiche: Veneto da primato web fattorie

Fattorie didattiche: Veneto da primato

5 Giugno 2026 3
A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso Screenshot

A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso

26 Maggio 2026 2
Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale  Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

26 Maggio 2026 3
Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni Screenshot

Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni

26 Maggio 2026 4

Storie correlate

alilagina-rosa
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVNEWS

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

gvonline 27 Luglio 2026 3
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4
web-Piccoli-aspiranti-aviatori-cento-anni-Aeroporto-Nicelli
1 minuti di lettura
  • GVNEWS
  • VENEZIA

Centenario Nicelli: 100 aeroplanini di carta lanciati dai bambini

gvonline 23 Luglio 2026 3
dial-evangelizzazione
3 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

Incontri di luce sulla sabbia: evangelizzatori per un giorno a Jesolo

gvonline 23 Luglio 2026 3
PERTINI_CartellaStampa_7-scaled
1 minuti di lettura
  • Cultura
  • GVNEWS

Mestre: tre giorni di apertura gratuita di M9 grazie ad Anfao

gvonline 20 Luglio 2026 3
skate-due
2 minuti letti
  • GVNEWS
  • MESTRE

Marghera: al via la demolizione di quattro case. Al loro posto lo skate park

gvonline 20 Luglio 2026 3

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.