Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • DIOCESI
  • I nuovi diaconi/2 – Riccardo Redigolo: «Avevo tutto ma sentivo che mi mancava qualcosa di grande»
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

I nuovi diaconi/2 – Riccardo Redigolo: «Avevo tutto ma sentivo che mi mancava qualcosa di grande»

giorgiomalavasi Pubblicato:13 Ottobre 2018 | Aggiornato:12 Ottobre 2018 4 minuti letti
1 visualizzazioni
riccardo redigolo

Domenica 14 ottobre, alle ore 17, in Basilica di San Marco a Venezia, imporrà le mani su quattro seminaristi, ordinandoli diaconi. Gianpiero Giromella, Riccardo Redigolo, Marco Zane e Giovanni Carnio raccontano la loro vita e la storia della loro vocazione al
sacerdozio, che ora passa per la tappa del diaconato. Una veglia di preghiera, prima dell’ordinazione, si tiene sabato 13 alle ore  20.30, nella chiesa di San Giovanni Battista a Jesolo Paese. Qui di seguito la testimonianza di Riccardo Redigolo.

 

Avere tutto e sentire che non hai ciò che ti soddisfa davvero. Che pure esiste ed è una calamita irresistibile, piazzata appena fuori dalla porta.
È questa la percezione che ha condotto Riccardo Redigolo a dare una svolta alla propria vita, ascoltando quella che ha riconosciuto come la chiamata più bella: quella al sacerdozio.
Riccardo ha 30 anni e viene dalla parrocchia di San Giovanni Battista di Jesolo Paese, comunità che ha fatto nascere vocazioni, in questi ultimi anni, come probabilmente nessun’altra in Diocesi.

Architetto, una professione che c’entra con Dio. Diventa geometra e decide di continuare, andando allo Iuav di Venezia. Ne esce architetto e, superato l’esame di Stato, esercita la professione per tre anni: «Ho vissuto quegli anni della mia vita – riconosce oggi – realizzando i miei obiettivi. Il lavoro di architetto mi piaceva e mi sembrava un poter sviluppare un dono di Dio. Progettare vuol dire trasformare la realtà conservandola, senza sfruttarla, ma rendendola utile e confortevole per l’uomo».

In quegli anni Riccardo, collaboratore di uno studio ben avviato, collabora alla progettazione delle torri di Jesolo e di villaggi turistici, anche a Cavallino.

E gli va bene anche dal punto di vista affettivo: un rapporto lungo, bello e serio con una ragazza. Che volere di più? Ecco, qui sta la questione: «Alla parrocchia ho dato molto; nella mia giovinezza ho aiutato molto. E la parrocchia mi ha dato molto. Questo mi ha permesso di maturare l’idea che la mia vita non era piena se finalizzata solo a me o a pochi attorno a me. Ho capito che per la mia felicità non era sufficiente il pur bel rapporto con una ragazza e il matrimonio, ma volevo aprirmi a qualcosa di più. L’ho capito con il tempo, quando sono entrato in crisi con la mia ragazza. E questo nonostante il lavoro andasse a gonfie vele. Ma quando ti trovi ad avere tutto e a non sentire niente in mano e a non essere soddisfatto…».

«Dedicarmi tutto agli altri, una calamita». Qualche segnale concreto c’era: «Le mie due settimane di ferie d’estate le passavo ai campiscuola, pur condividendo queste esperienze con la mia ragazza, pur chiedendo che venisse anche lei. Ma c’era sempre l’attrazione per qualcos’altro, per i ragazzi da seguire, per dedicarmi tutto a loro».
Però non c’era la chiara idea di voler diventare sacerdote. «Lì sono stato aiutato», riconosce oggi Riccardo.

Due i segni che oggi sottolinea: «Il primo è la mia famiglia. Quando mi hanno visto in crisi, che mi ero lasciato con la ragazza, mi hanno detto: che cosa succede? La mamma soprattutto. “Stai pensando a qualcos’altro?”, mi ha detto. Non me l’ha chiesto esplicitamente se volevo entrare in Seminario, ma me l’ha fatto capire».

Il secondo segno ha il volto di un amico: «Quando don Morris Pasian, anche lui di Jesolo – e insieme al quale ho vissuto l’adolescenza – è stato ordinato, mi sono chiesto: come può questo ragazzo, che ha detto no a tantissime cose, essere felice da prete? Perché fino a quel momento io vedevo il sacerdozio con simpatia, ma non capivo tante rinunce che la scelta comporta. Ma il giorno dell’ordinazione di Morris mi ha colpito vedere questo ragazzo felice e soddisfatto. Poi lui, che intuiva che avevo vagamente in me la vocazione, mi ha semplicemente detto: “Fidati. Fidati come sto facendo io, lasciati andare”. Sarà stata quella frasetta, fatto sta che ho avuto un aiuto. È stata la spinta giusta per trovare il coraggio di fare la scelta».

Giorgio Malavasi

Autore

  • giorgiomalavasi
    giorgiomalavasi

    RINNOVO 2022

    RINNOVO 2021

    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

giorgiomalavasi

RINNOVO 2022 RINNOVO 2021

Visualizza tutti gli articoli
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

Navigazione articolo

Precedente: I nuovi diaconi /1 – Gianpiero Giromella: «A una vita sui pedali ho preferito una vita per Cristo»
Successivo: I nuovi diaconi /3 – Giovanni Carnio: «Credevo di non avere la stoffa adatta. Poi ho provato…»

Altri post dell'autore

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato» federica pellegrini nozze

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato»

8 Settembre 2022 5
Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa» erika angelo shanghai città

Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa»

1 Giugno 2022 4
Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti cult3 pollini

Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti

28 Aprile 2022 3
Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi mes4 depuratore

Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi

7 Aprile 2022 3

Storie correlate

pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.