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“Addomesticare il mondo“: così la famiglia si fa scuola di relazioni

gvonline 2 Giugno 2026 4 minuti letti
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Dal 30 aprile al 3 maggio si è svolta a Verona la 26. Settimana di studi di spiritualità coniugale e familiare, organizzata dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia. Il titolo del convegno è stato “Addomesticare il mondo. Quando la famiglia è luogo di educazione degli affetti e scuola di relazioni”.

Per la diocesi di Venezia vi hanno preso parte due coppie della Commissione Diocesana di Pastorale Familiare, Cristina e Roberto Maurin e Stefania e Luca Zarantonello, insieme al direttore don Pierpaolo Dal Corso. Si è svolto presso il Centro Pastorale Carraro, dove con oltre 500 persone, per tre giorni si sono susseguiti relatori importanti e coinvolgenti. L’introduzione dei lavori è stata affidata al cardinale Matteo Zuppi, che si è soffermato proprio sul tema – “Addomesticare il mondo” – leggendo un brano dal libro “Il piccolo principe”, dove si narra dell’incontro che il protagonista fa con la volpe, per spiegare cosa vuol dire addomesticare e come questo compito sia un farsi incontrare e stabilire relazioni. 

Fuori della sala, dove si svolgevano gli incontri, decine e decine di bambini e ragazzi, figli dei partecipanti ai lavori, hanno vissuto momenti paralleli di formazione e di gioco, grazie al gruppo di animatori, ragazzi e adulti, di “Animatema di famiglia”. Prima dell’arrivo del cardinale, sono state le Diocesi del Triveneto a farsi incontrare, raccontando il nostro territorio, presentando a tutti le singole tessere del mosaico che lo compongono. Aquileia posta al centro del mosaico composto dalle nostre 15 Diocesi, con il sigillo del nodo di Salomone, scelto come logo dalle Diocesi Trivenete e impresso anche sulle calze donate a tutti i partecipanti, come segno del cammino indissolubilmente vissuto insieme.

Il venerdì è poi iniziata una fitta serie di interventi di grande impatto: il primo di don Maurizio Girolami, che nella sua relazione ha invitato «a trasformare il “selvatico”» in una domus abitabile attraverso l’ascolto autentico e il dono di sé, seguendo l’esempio di Gesù alle nozze di Cana”. Di seguito suor Marzia Ceschia che, parlando della corporeità negli incontri di Gesù, ha aiutato a «riconoscere il tocco di Gesù nel nostro incontro con Lui. Gesù che tocca e si lascia toccare, è modello del nostro compito: educare “toccando“, prima facendo e poi spiegando». 

Sabato mattina è stata la volta di don Andrea Ciucci e Massimiliano Padula, che hanno messo in guardia dalla «solitudine collettiva» che arriva dal mondo dei social. «È necessario un passaggio dal paradigma tecnocentrico a quello antropocentrico, proponendo “patti digitali” per fasce d’età e preservando la “sapienza del cuore” di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale».

Giuseppe Dardes, fondatore de “L’aratro e la stella”, ha poi indicato come «la risposta a queste crisi di solitudine risieda nella costruzione di comunità educanti basate sulla cura e l’ospitalità autentica, intesa come capacità di accogliere l’altro senza sceglierlo. La famiglia è il primo luogo di apprendimento dell’affettività e della fede». Un momento speciale è stato quando venerdì pomeriggio si sono incontrati i giovani della Pastorale giovanile di Modena e Nonantola che, attraverso un laboratorio di lavori di gruppo, hanno offerto ai partecipanti alcune provocazioni, in un dialogo con le famiglie incentrato su cosa considerano importante nelle relazioni. Hanno poi restituito una sintesi di questa esperienza in una lettera offerta il giorno dopo, nella quale hanno scritto: «Abbiamo bisogno di un ascolto libero da pregiudizi, di un ascolto che non dà soluzioni preconfezionate e che sappia stare con noi nelle domande. Insegnateci la bellezza della fragilità attraverso lo storytelling delle vostre vite, con le loro fatiche e le loro rinascite. Non abbiate paura di aprire le porte di casa e di mostrarci che la fede riempie di senso i gesti di ogni giorno». 

Queste giornate sono state arricchite anche da esperienze particolarmente coinvolgenti, seppur diverse tra loro, come il concerto dei “The Sun”, (band di christian music) e la visita immersiva alla Basilica di San Zeno, seguita dalla veglia di preghiera nella Cattedrale, presieduta dal Patriarca Francesco. 

Oltre alla Pastorale familiare nazionale, si sono dati da fare  nell’organizzazione la Commissione Triveneta per la famiglia e la vita.

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