Il valore della produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale ha raggiunto quasi 13 milioni di euro nel 2025, segnando una crescita verticale rispetto ai 9 milioni registrati nel 2021. Il dato è emerso oggi, martedì 19 maggio, a Palazzo Balbi durante la presentazione del rapporto di fine stagione dell’ente culturale, che ha registrato un incremento del 56% degli abbonati nell’ultimo triennio, raggiungendo quota 6.342 complessivi, e ha superato la soglia dei 200mila spettatori totali nelle sale di Venezia, Padova e Treviso.
Il bilancio dell’istituzione, approvato all’unanimità dal Consiglio Generale lo scorso 28 aprile, evidenzia un consolidamento strutturale sostenuto dal contributo annuale di un milione di euro da parte della Regione. Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha confermato lo stanziamento economico per le attività future: «La Regione ha deciso di aumentare il suo sostegno anche sul piano dello sviluppo economico necessario perché il Teatro Stabile del Veneto rimanga saldamente ancorato alle eccellenze nazionali.»
Sul fronte occupazionale, la gestione ha generato trecento contratti di scrittura tra artisti e tecnici. Tra le produzioni di maggior rilievo, lo spettacolo Titizé – A Venetian Dream ha superato i 100mila spettatori complessivi, registrando un indice di copertura delle sale superiore al novantuno per cento a Venezia prima di iniziare la sua tournée internazionale.
La pianificazione per i prossimi anni prevede un’espansione delle attività all’estero e nuovi investimenti sul territorio. Il presidente della Fondazione Tsv, Giampiero Beltotto, ha delineato le priorità strategiche per il nuovo ciclo operativo: «Cosa resta quando si abbassa il sipario? Nel tentativo di offrire una risposta a questa domanda il Tsv ha voluto definire per il nuovo triennio un percorso artistico, culturale e organizzativo che si basa su tre filoni: sostenibilità, formazione e cooperazione internazionale.»
Sul piano della presenza territoriale, l’ente ha ampliato i propri legami attraverso la riapertura del Teatro De la Sena di Feltre e le sinergie con il circuito Arteven e i comuni di Vicenza e Verona. L’assessore regionale alla cultura, Valeria Mantovan, ha commentato l’efficacia di questa rete di collaborazioni: «Il consolidato legame con altri soggetti teatrali regionali e i numerosi accordi con gli enti locali, non ultimo quello per la riapertura del Teatro De la Sena di Feltre, rendono l’operato dello Stabile del Veneto prezioso.»
Il programma internazionale prevede nel 2026 il debutto a Treviso di Mirandolina, una riscrittura de La locandiera inserita nell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina, che sarà successivamente presentata a Dublino tra il 28 agosto e il 5 settembre in occasione di un evento bilaterale italo-irlandese. Attualmente le produzioni dello Stabile sono presenti nei principali teatri del Messico, mentre per il 2027 sono già state programmate una tournée in Estremo Oriente e una nuova produzione a Barcellona.
L’attività formativa dell’ente ha registrato quattromila partecipanti tra studenti e docenti delle scuole superiori all’interno del progetto Teseo, mentre le candidature per l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni sono raddoppiate in due anni. Parallelamente, diciannove repliche accessibili tramite l’uso di sottotitoli, smart glasses e cuffie hanno coinvolto centoquaranta spettatori con disabilità uditive. I risultati gestionali e sociali emersi dal rapporto confluiranno nel primo report di sostenibilità della Fondazione, che verrà presentato insieme ai titoli della stagione teatrale 2026/2027.
