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Ritrovato a Foligno un manoscritto del Milione di Marco Polo

gente veneta 6 Settembre 2024 3 minuti letti
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marco polo segnatura Jacobilli A.II.9 Per gentile concessione della BibliotecaLudovico Jacobilli della Diocesi di Foligno

Il manoscritto ritrovato. Per gentile concessione della Biblioteca Ludovico Jacobilli della diocesi di Foligno

Accade proprio nell’anno che celebra i 700 anni dalla morte di Marco Polo (1254-1324): si tratta del ritrovamento di un manoscritto del Devisement dou monde/Milione presente nei cataloghi, ma ignoto agli studi poliani (è assente da tutti i censimenti del Milione) che risulta essere l’ultimo dei codici oggi noti in ordine di tempo del testo del grande viaggiatore veneziano (sono 145 raggruppati in diverse famiglie).

Il ritrovamento, che si inserisce nel più ampio lavoro sul Milione coordinato da Eugenio Burgio, Marina Buzzoni e Samuela Simion dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Antonio Montefusco dell’Università di Nancy, riveste notevole interesse perché aggiunge nuove importanti informazioni riguardo alla trasmissione del testo e alle sue varie versioni.

La storia della diffusione del Milione è in effetti una delle più intricate (e appassionanti) della letteratura medievale: il successo dell’opera determinò una fioritura di traduzioni, riscritture, adattamenti, riflesso dei numerosi ambienti in cui il testo fu letto. Il manoscritto è un testimone quasi ignoto di una traduzione realizzata mentre Marco era ancora vivo, ed è da questa traduzione che derivano le versioni con cui il Milione venne conosciuto e letto. Si tratta di un nuovo anello che permette di comprendere meglio la diffusione e il successo del testo.

Il manoscritto è conservato presso la Biblioteca Diocesana Ludovico Jacobilli di Foligno, con segnatura Jacobilli A.II.9, e trasmette la traduzione che gli studiosi chiamano VA, realizzata entro il primo quarto del Trecento nell’Italia nord-orientale.

L’importanza di questa traduzione risiede soprattutto nell’ampiezza della sua diffusione: il testo di VA venne infatti sottoposto a numerose traduzioni, sia in latino che in volgare, tanto che gran parte dei manoscritti superstiti è, direttamente o indirettamente, una sua emanazione. Essa è quindi la versione in cui il libro di Marco Polo venne più letto e conosciuto in Europa.

La traduzione VA ebbe una prima circolazione in area emiliana e lombarda, anche se poco sappiamo dell’ambiente in cui venne prodotto. In questo manoscritto inoltre il traduttore non esita a tagliare informazioni eterodosse o scabrose, ciò suggerisce che provenga da un ambiente religioso.

Il manoscritto è stato segnalato da Fabio Soncin, dottorando del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia (sotto la supervisione di Marina Buzzoni, PI di un progetto PRIN PNRR 2022), che lo aveva visionato durante una visita a Foligno, mentre è il bibliotecario Ivan Petrini che dalla Biblioteca di Foligno ne dà una prima presentazione: manoscritto quattrocentesco, scritto da una sola mano in una minuscola umanistica, è un cartaceo di 110 carte, privo delle carte iniziali e di alcune carte interne. La sua origine e la sua storia sono oscure: fa parte dell’ampio corpus donato da Ludovico Jacobilli (1598-1664) alla biblioteca tra il 1662 e il 1664, ma non è chiaro dove e quando l’erudito folignate ne sia entrato in possesso.

Samuela Simion dell’Università Ca’ Foscari ha riconosciuto la traduzione VA nel codice e il suo lavoro di trascrizione ha già permesso di riconoscere le particolarità e l’importanza del ritrovamento. Solo nei prossimi mesi si potrà aggiungere qualche informazione sulla posizione del manoscritto all’interno della tradizione manoscritta del Milione, in attesa di uno studio più ampio che sarà pubblicato su una delle riviste principali del settore.

Il ritrovamento avviene pochi giorni prima del convegno Marco Polo, il libro e l’Asia. Prospettive di ricerca vent’anni dopo, organizzato dall’Università Ca’ Foscari a Venezia, Auditorium Santa Margherita – Emanuele Severino, dall’11 al 14 settembre 2024, iniziativa che rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni per i 700 anni della morte dell’esploratore veneziano e sostenuta dal Comitato Nazionale, dal Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Veneto e Rai Cultura.

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