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Archeologia: a Torcello trovato lo scheletro di un giovane morto milletrecento anni fa

gente veneta Pubblicato:5 Ottobre 2018 | Aggiornato:5 Ottobre 2018 2 minuti letti
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torcello sceheletro area

A Torcello appare lo scheletro di un giovane uomo, morto probabilmente nell’VIII secolo, circa milletrecento anni fa.

Dallo scavo condotto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia iniziano ad emergere i protagonisti della millenaria storia dell’isola.

Spiega l’archeologo Diego Calaon, che dirige dal punto di vista scientifico l’équipe di ricercatori: «Si tratta di un giovane adulto, la cui sepoltura – non troppo lontana dall’area che immaginiamo essere stata adibita a cimitero intorno alla Basilica nelle sue fasi altomedievali – di cui si è conservato piuttosto bene quasi tutto lo scheletro, ad eccezione della testa. Non lasciamoci ingannare però: il ritrovamento delle parti residuali di lato destro del cranio e il taglio di una buca di età moderna (probabilmente per un palo strutturale) proveniente dall’alto, ci indicano che la sepoltura era completa e che solo le attività successive svolte nell’area hanno determinato le mancanze di oggi».

Lo scavo nella sua estensione, prosegue Calaon, «ci sta rivelando come l’VIII e il IX secolo siano centrali per attestare l’esplosione demografica nell’isola: presenza di fitte case in legno, moli, focolari e strutture produttive, testimoniate da centinaia di frammenti di ceramica da cucina (tra cui molti catini coperchio, gli antichi testi per la cottura di pani e focacce nei focolari a terra), anfore da olio e vino, pietra ollare per la cottura di zuppe e minestre.

L’area degli scavi fatti a Torcello dagli archeologi di Ca’ Foscari, vista da un drone

 

Ma cosa mangiavano i primi abitanti dell’isola? «Anche a questa domanda possiamo già dare qualche risposta», prosegue l’archeologo: «Mangiavano molto pesce, visto l’ambiente lagunare, comprese ostriche, cozze e molluschi, ma anche pesce d’altura, alcuni resti in corso di studio sembrano riferirsi addirittura a tartarughe e delfini. Attestati consumi importanti di carni bianche da pollame, di maiale e carne bovina, anche se i consumi di carne dimostrano la presenza di numerosi ovini, presenti sia per la carne che per la probabile produzione di pergamene. Oltre a ciò una grande varietà di verdure e frutta. Il contenuto delle anfore invece attestano consumi di olio, vino e spezie dal sud del Mediterraneo».

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