Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • ATTUALITA'
  • Venezia, carcere: i volontari sono tornati in servizio
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS
  • GVNEWS

Venezia, carcere: i volontari sono tornati in servizio

gvonline 9 Luglio 2020 4 minuti letti
1 visualizzazioni
att2 carcere

Finalmente da martedì 6 i volontari sono potuti tornare a prestare servizio in carcere, seppur in modo ridotto. La conferma arriva da don Antonio Biancotto, cappellano dell’Istituto penitenziario.
«Per quanto riguarda i volontari della diocesi, che seguono insieme a me l’aspetto religioso, possono entrare in carcere in due, rispetto agli otto di una volta. Loro seguono i due gruppi di ascolto della Parola di Dio, del lunedì e giovedì pomeriggio, e possono avere un massimo di 12 partecipanti» spiega il sacerdote. Nell’Istituto penitenziario, oltre a celebrare la Messa don Antonio svolge la catechesi pomeridiana ai reclusi ogni martedì e si occupa della distribuzione del vestiario.

Il lungo e duro periodo di stop forzato. Ma ora che la ripartenza giunge anche in carcere, ancora forte è il ricordo dei duri mesi di lockdown. «Avevamo dovuto interrompere l’eucarestia domenicale – racconta – a cui partecipavano circa una sessantina di persone, anche di altre confessioni. Da fine febbraio fino ad inizio maggio mi è stato però permesso di svolgere ogni sabato 15 minuti di preghiera per piano». Solo in un secondo momento, visto che il rischio per loro era più contenuto non avendo contatti con l’esterno, è stato concesso a don Antonio di svolgere la Messa in due turni: il sabato pomeriggio per un reparto e la domenica mattina per un altro. «Non possono partecipare più di 25 persone alla volta. Devono prenotarsi per tempo e la precedenza viene data a cristiani e ortodossi, inoltre devono entrare in cappella con mascherina e gel disinfettante, rispettando le regole sanitarie pur essendo tutti all’interno della stessa struttura carceraria». Le regole infatti sono molto stringenti, tanto che detenuti, personale e don Antonio stesso sono stati più volte sottoposti al tampone, risultando tutti negativi. Durante il periodo di Coronavirus, il cappellano era l’unico che poteva entrare in carcere ad eccezione del personale di polizia penitenziaria e di due educatori. Ai volontari di tutte le associazioni era infatti negato l’accesso: «Ad un certo punto però sono riuscito ad ottenere il permesso per un volontario che mi ha aiutato nel servizio di guardaroba, altrimenti per me sarebbe stato complicato da gestire senza la collaborazione delle suore» dice.

Un ascolto prezioso. «Andavo in carcere tutti i giorni per due o tre ore. Parlavo con i reclusi, – commenta – li ascoltavo e li confessavo. Un servizio che ho fatto volentieri. Venezia in quel periodo era spettrale: durante il percorso da casa al carcere non trovavo anima viva». Durante i mesi in cui la pandemia sembrava inarrestabile, don Antonio ascoltava le preoccupazioni dei carcerati: «Erano allarmati per le loro famiglie e i loro cari. Da marzo infatti – spiega il cappellano – il Ministero di Grazia e Giustizia ha concesso che potessero svolgere gratuitamente chiamate e videochiamate anche all’estero, molte in Marocco, Nigeria, Tunisia e Colombia. Questo servizio è ancora in atto e spero rimanga perché aiuta molto ad allentare la tensione dei detenuti». «La sommossa di marzo? Hanno capito di aver sbagliato». Poi parla del passo indietro di coloro che hanno preso parte alla sommossa del 10 marzo, quando hanno bloccato le visite in carcere di parenti e legali: «Hanno capito di aver sbagliato. La direzione si stava muovendo nei loro confronti, precedendo l’emergenza che si stava delineando all’orizzonte con concessioni, come le videochiamate. Loro hanno protestato non per una vera necessità ma per emulare quello che stava avvenendo nelle altre prigioni». Nel corso del lockdown i reclusi tutto sommato sono tuttavia stati tranquilli: «Vedevano che la società italiana era sotto pressione per i tanti divieti e si rendevano conto della situazione, le loro richieste infatti erano contenute». Un periodo difficile in cui la diocesi ha donato 10 mila euro, in parte destinati ai detenuti che non possedevano nulla e in parte per l’acquisto di elettrodomestici. «Ora che i carcerati capiscono che l’emergenza in Italia è rientrata, sono tornati a chiedere soldi e sigarette» commenta don Antonio.
Francesca Catalano

Autore

  • gvonline
    gvonline
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gvonline

Administrator

Visualizza tutti gli articoli
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS
  • GVNEWS

Navigazione articolo

Precedente: Quarantena e doppio tampone per chi torna da un Paese straniero extra-Ue: nuova ordinanza di Zaia
Successivo: Venezia, Redentore senza fuochi d’artificio. Il ponte votivo aperto da venerdì alle 24 di domenica 19

Altri post dell'autore

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3

Storie correlate

alilagina-rosa
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVNEWS

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

gvonline 27 Luglio 2026 3
pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.