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Mia, dal medico di famiglia arriva l’intelligenza artificiale. Primo test per 1500

gvonline Pubblicato:6 Febbraio 2026 | Aggiornato:5 Febbraio 2026 4 minuti letti
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Aiutare in una diagnosi quando i sintomi magari sono poco chiari. Suggerire un percorso di cura, un esame da fare o un farmaco da prescrivere a un paziente cronico. Consigliare uno screening o un’attività di prevenzione a una persona a rischio o solo di una certa età. Sono queste le applicazioni più dirette dell’intelligenza artificiale, che a breve sbarcherà negli ambulatori dei medici di famiglia attraverso la sperimentazione della piattaforma digitale Mia, messa a punto da Agenas.

Una sperimentazione che per tutto il 2026 coinvolgerà in Italia 1.500 medici di ruolo unico di assistenza primaria – i medici di base, per capirsi – per testare le funzionalità dell’infrastruttura e inviare riscontri con l’obiettivo di migliorarla e poi estenderla, in caso, a tutti. In Veneto i professionisti coinvolti dovrebbero essere almeno 120.

Annunciato come imminente, però, al momento sull’avvio non c’è certezza. A spiegarlo il dottor Sebastiano Bianchi, giovane medico di famiglia con ambulatorio in centro storico, a Venezia, che ha risposto all’appello ad aderire della Regione, «poi però, – racconta – a parte qualche documento informativo molto generico arrivato via e-mail, non ho saputo più nulla». Nessuna formazione per lui sull’uso di Mia, né indicazioni sugli strumenti tecnici. «A dire il vero – aggiunge – non so neppure se sono stato reclutato o no». Lui, però, a partecipare alla sperimentazione ci tiene molto perché è «davvero curioso – dice – lavorare con l’intelligenza artificiale e questa è un’occasione unica per testare nuovi strumenti e dare indicazioni che potranno permettere di migliorare la tecnologia».

L’IA non andrà a sostituire il medico: sarà un supporto che darà suggerimenti non vincolanti, capace di semplificare i processi decisionali e migliorare la qualità dell’intervento clinico. «Attingendo alla propria mole di dati, parametri, linee guida – spiega il dottor Bianchi – dovrebbe aiutarci, ad esempio, a individuare una diagnosi corretta o a prescrivere farmaci e terapie appropriate».

La funzione più interessante, però, è il sostegno nell’assistenza del paziente cronico, ormai maggioranza negli ambulatori dei medici di famiglia. «L’IA – prosegue – dovrebbe inviarci dei promemoria su persone che magari non vediamo da un po’, sulle prescrizioni da fare in base alle codifiche della patologie in cartella e sui controlli periodici; e mandarci anche degli alert legati ai punteggi e alle linee guida».

Per fare un paio di esempi pratici: quando il medico segna in cartella la riacutizzazione della Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) non ha il tempo di ricontrollare tutto lo storico e valutare l’andamento della malattia, cosa che l’IA farebbe invece in pochi secondi, incasellando anche il paziente nella categoria corretta secondo le linee guida. O ancora: incrociando un’infinità di dati, potrebbe indicare ad esempio se, secondo gli ultimi esami, un assistito risulta in prediabete.

I vantaggi per gli assistiti, insomma, sono abbastanza evidenti. Ma, secondo il dottor Bianchi, c’è almeno un rischio per i medici. «A preoccuparci – spiega – è che la piattaforma possa essere usata a un certo punto come sistema di controllo, per vedere quanto siamo o meno aderenti alle indicazioni dell’IA. Questo mina la nostra autonomia. Molti studi dicono, infatti, che la sensazione del medico davanti al paziente, anche se non è guidata da rilevazioni oggettive, ha un suo valore che non può essere ignorato». La potremmo chiamare intuizione o più semplicemente esperienza.

Una grossa mano, infine, l’intelligenza artificiale potrebbe darla ai medici di famiglia per sgravarli dall’asfissiante mole di burocrazia che incombe sulla loro attività quotidiana. Un aspetto al momento non contemplato, «ma un aiuto nella compilazione dei moduli – conclude il dottor Bianchi – sarebbe per noi una cosa fantastica». Un primo uso di Mia non previsto da suggerire subito ad Agenas.

Chiara Semenzato

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