Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Venezia
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Mestre
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Gambarare
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Caorle
Abbonati
  • Home
  • ATTUALITA'
  • Giovannini: gli Usa battono l’Europa per il Pdl, ma perdono nettamente su salute ed equità
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Giovannini: gli Usa battono l’Europa per il Pdl, ma perdono nettamente su salute ed equità

gvonline 5 Giugno 2026 5 minuti letti
6 visualizzazioni
unnamed

Crescere di più non significa necessariamente vivere meglio. È il messaggio che emerge con forza dal rapporto del Joint Research Centre della Commissione europea sul benessere comparato tra Unione europea e Stati Uniti, al quale ha contribuito anche Enrico Giovannini. Economista e statistico, docente all’Università di Roma Tor Vergata, Giovannini è stato ministro del Lavoro nel governo Letta e delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi. È co-fondatore e direttore scientifico dell’ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, nata per promuovere in Italia gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Da anni è tra le voci più autorevoli nel dibattito internazionale sull’approccio “oltre il Pil”. Il rapporto mette in discussione una convinzione radicata: che la maggiore crescita economica degli Stati Uniti si traduca automaticamente in un maggiore benessere. I dati raccontano una storia più complessa, in cui entrano in gioco salute, disuguaglianze, ambiente e qualità della vita.

Professor Giovannini, il vostro studio mostra che mentre il Pil cresce più velocemente negli Stati Uniti, il benessere complessivo migliora molto di più in Europa. Dove sta la vera differenza tra i due modelli?

In realtà non è un paradosso. Sappiamo da tempo che il Pil non è una misura onnicomprensiva del benessere. Noi distinguiamo tra benessere attuale e benessere equo e sostenibile. Se guardiamo al secondo, cioè a dimensioni come salute, istruzione, lavoro e ambiente, negli ultimi dodici anni l’Unione europea ha fatto più progressi degli Stati Uniti. Questo non emerge se ci si limita alla dimensione economica, ma diventa evidente quando si allarga lo sguardo.

Nel vostro lavoro emerge con forza il peso delle disuguaglianze: redditi più alti negli Usa, ma anche divari più ampi e una minore aspettativa di vita. La qualità dello sviluppo si gioca più sulla distribuzione che sulla crescita?

Distribuzione, intesa come maggior equità, e crescita sono entrambe fondamentali. L’Ocse ha dimostrato da tempo che la disuguaglianza è un freno alla crescita. Non è solo vero che una bassa crescita limita le politiche redistributive: vale anche il contrario. Una forte disuguaglianza rende le persone più vulnerabili agli shock e questo finisce per ridurre la crescita economica. Per questo servono politiche fiscali ed economiche che affrontino direttamente il tema.

Quando correggete il reddito con indicatori come salute e disuguaglianze, il confronto si ribalta e l’Europa supera gli Stati Uniti. Questi strumenti hanno piena cittadinanza o faticano ancora a entrare nel dibattito pubblico?

Purtroppo fanno fatica anche se a parole tutti riconoscono i limiti di alcuni sistemi, come per esempio quello sanitario americano che cura soprattutto chi può pagare. Bisogna stare attenti anche quando si dice che sistemi come quello italiano costano troppo: si vede bene il costo in termini di anni di vita in meno dove questi sistemi non funzionano. La speranza di vita alla nascita è un indicatore cruciale di benessere, ma dipende da fattori di lungo periodo: alimentazione, condizioni sociali, stili di vita. Migliorare il benessere richiede politiche non solo equilibrate, ma anche persistenti nel tempo.

Gli Stati Uniti restano però più forti sul fronte degli investimenti e delle risorse per il futuro. C’è il rischio che l’Europa sia più equa oggi ma meno competitiva domani?

Intanto ricordiamo che la competitività è un mezzo, non il fine. Serve a produrre le risorse per affrontare le sfide sociali e ambientali. È vero però che in alcuni settori, soprattutto nei servizi, l’Europa cresce meno e rischia di indebolire proprio quella capacità di investimento sul futuro. Il punto non è scegliere tra crescita e benessere, ma riconoscere che il modello europeo, nel complesso, produce risultati migliori per i cittadini, pur con elementi di debolezza su cui intervenire.

Se guardiamo all’Italia, questo cambio di paradigma cosa implica concretamente? Ci sono scelte che andrebbero ripensate?

La tutela dell’ambiente, per esempio, non è solo una questione etica: ha effetti economici e sociali enormi. In Europa parliamo di circa 300 mila morti premature all’anno per inquinamento, 40 mila soltanto in Italia. È come una guerra. E questi fenomeni incidono anche sulla dinamica demografica. Allo stesso tempo, affrontare il benessere in modo integrato richiede un forte coordinamento delle politiche. Come ASviS proponiamo da tempo un ruolo più forte della Presidenza del Consiglio, con una struttura dedicata proprio al coordinamento delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Esistono già esperienze che vanno in questa direzione?

Sì, diversi Paesi si sono mossi: dalla Spagna, che ha avuto un vicepresidente dedicato all’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, alla Nuova Zelanda e all’Irlanda. Anche in Italia molte regioni si sono dotate di strategie di sviluppo sostenibile e di strumenti di coordinamento. Non si tratta di copiare modelli, ma di usare le conoscenze già disponibili per migliorare la governance generale.

C’è qualcosa che l’ha sorpresa nei risultati dello studio?

Non abbiamo scelto a priori indicatori per far vincere gli Stati Uniti o l’Europa. Abbiamo fatto riferimento a quelli previsti dal Trattato sull’Unione europea (Tue), in particolare all’articolo 3 (promuovere la pace e il benessere dei popoli, favorire uno sviluppo sostenibile, combattere l’esclusione sociale e le discriminazioni, promuovere la coesione economica, sociale e territoriale, garantire un elevato livello di tutela dell’ambiente). Proprio per questo il risultato non era affatto scontato. Il fatto che emerga una performance migliore dell’Europa sul benessere complessivo pur a fronte di una più vivace dinamica economica Usa è stata una vera sorpresa.

Fabio Poles

Autori

  • gvonline
    gvonline
    Visualizza tutti gli articoli
  • gvonline
    gvonline
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gvonline

Administrator

Visualizza tutti gli articoli
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Navigazione articolo

Precedente: Il ricordo di don Antonio Biancotto in un libro, presentato sabato 6
Successivo: Corpus Domini: il 4 la celebrazione a Venezia, domenica 7 a Mestre con il Patriarca

Altri post dell'autore

Mestre, cavalcaferrovia di via Miranese: via ai nuovi guardrail in vista del consolidamento giustizia

Mestre, cavalcaferrovia di via Miranese: via ai nuovi guardrail in vista del consolidamento

30 Luglio 2026 4
Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 24
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 18
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 18

Storie correlate

17412163_xl
4 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3

gvonline 21 Settembre 2026 10
Screenshot 2026-09-18 alle 16.52.09
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Volontariato, l’esempio di Franca: a 80 anni da Mestre al Lido per aiutare gli altri

gvonline 20 Settembre 2026 10
800065780_2008586789799219_6216722365933034032_n
3 minuti letti
  • GVFOCUS
  • LITORALE

Jesolo, la comunità si ritrova con “La nostra festa”

gvonline 20 Settembre 2026 4
mes4 avapo
4 minuti letti
  • GVFOCUS
  • MESTRE

Avapo Mestre: 35 anni di vicinanza e solidarietà

gvonline 19 Settembre 2026 5
ac
4 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

La forza della mitezza: la lezione attuale di Bachelet e l’Ac veneziana

gvonline 19 Settembre 2026 6
Screenshot 2026-09-19 alle 17.14.33
1 minuti di lettura
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

Il Patriarca: «Episodi preoccupanti di avversione e intolleranza. Necessario recuperare le ragioni del vivere assieme»

gvonline 19 Settembre 2026 6

Di tendenza adesso

Mira: al via lavori in piazza Municipio e piazzetta di Mira Porte mira municipio 1

Mira: al via lavori in piazza Municipio e piazzetta di Mira Porte

22 Settembre 2026 12
Mestre, quando i negozi si aggiornano: come la cartoleria digitale cartoleria bis 2

Mestre, quando i negozi si aggiornano: come la cartoleria digitale

22 Settembre 2026 7
Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3 17412163_xl 3

Giornata del cuore: visite e consulti negli ospedali dell’Ulss 3

21 Settembre 2026 10
Domenica 4 ottobre la Maratonella di Campalto. Iscrizioni ancora aperte Foto 1 4

Domenica 4 ottobre la Maratonella di Campalto. Iscrizioni ancora aperte

21 Settembre 2026 7
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.