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Don Francesco: «Così aiuto i giovani a diventare grandi nella fede»

gvonline Pubblicato:8 Gennaio 2026 | Aggiornato:8 Gennaio 2026 5 minuti letti
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Don Francesco Marchesi, parroco di San Pietro di Favaro e tra i responsabili del percorso di catechesi per giovani adulti sui Dieci Comandamenti, si è sempre dedicato ai giovani. Nella sua esperienza, anche da cappellano, ha sempre concepito la gioventù non come un’isola felice, ma come un tempo decisivo per imparare a crescere nella vita cristiana.
Dopo essere diventato parroco 4 anni fa, questa convinzione è maturata in una maggiore consapevolezza: «Il mio servizio ai giovani è vissuto dentro un’integralità dell’essere parroco. Questo mi ha aiutato a rendermi conto con più chiarezza che il primo servizio che posso rendere ai giovani è aiutarli a diventare grandi e a essere adulti nella fede, dicendo di sì a Cristo». La minore disponibilità per i gruppi giovanili, a favore di tutte le altre realtà parrocchiali, non ha diminuito la cura di don Francesco per i ragazzi, ma anzi, l’ha definita meglio nei suoi obiettivi, come afferma lui stesso: «Può suonare strano, ma il mio obiettivo non è quello di “tenerli in parrocchia”. Il fine che propongo loro, infatti, non è la vita in parrocchia, ma la vita cristiana, e cioè che essi testimonino Cristo all’università e nel mondo del lavoro. Questa testimonianza, ovviamente non può essere esente dalla vita comunitaria, ma il fine è diventare strumenti e annunciatori di Cristo nel mondo».

In questa prospettiva, centrale è per i giovani l’approfondimento del rapporto con Cristo, attraverso la partecipazione alla messa e ai sacramenti. «La modalità con cui questo avviene, chiaramente, – aggiunge don Francesco – deve tenere conto delle situazioni specifiche che vive la parrocchia: per esempio, con i ragazzi delle superiori, una cosa concreta che è d’aiuto a crescere nella responsabilità cristiana è il loro coinvolgimento nei lavori di ristrutturazione della parrocchia. Vorrei che il rimettere a posto le pietre si traducesse in un’assunzione di responsabilità dei nostri cuori: che cosa desideriamo che diventi la nostra parrocchia? È una provocazione che serve a metterci in gioco in prima persona».

Con gli universitari, invece, questo tema viene affrontato in maniera più profonda: tuttavia, precisa don Francesco, quale che sia il gradino di consapevolezza da cui si parte, l’obiettivo è diventare adulti nella fede.
Riflettendo infine su come il suo essere sacerdote venga “trasformato” dal rapporto coi giovani, don Francesco conclude: «Quello che più ricevo da loro è la “grazia” dell’inquietudine. Mi rendo conto, infatti, che per loro devo donarmi di più e pregare di più. L’incapacità di incidere nel rapporto con loro, la fatica di intercettarli nel profondo, mi mette una sana inquietudine, perché mi spinge a domandare di più e mi costringe a non sedermi. È una santa inquietudine, che nasce dai miei limiti e dal mistero e dalla grandezza che sta dietro di loro».
Andrea Maurin

OFFERTE DEDUCIBILI AI SACERDOTI, COSA SONO, COME DONARE

In Italia ci sono oltre 31.000 sacerdoti che si dedicano a tutti noi e alle nostre comunità. Testimoni del Vangelo, ogni giorno portano aiuto e speranza, senza dimenticare nessuno. Dedicandosi a tempo pieno ai luoghi in cui tutti noi possiamo sentirci accolti, far vivere le nostre passioni e mettere in luce i nostri talenti.
I fedeli e i sacerdoti sono affidati gli uni agli altri, come nelle comunità cristiane delle origini. Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori a sostegno di tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani e malati e quelli in missione all’estero, è molto importante. Perché, dal 1990 il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alle persone.
Sostenere i sacerdoti significa dunque supportare tutte le nostre comunità che, grazie a loro, esistono.
La donazione mediante “Uniti nel dono”
Oltre alle offerte che si possono fare in chiesa, una donazione mediante “Uniti nel dono” raggiunge tutti: le donazioni sono infatti raccolte a livello centrale dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (www.icsc.it) per poi essere redistribuite equamente tra tutti i sacerdoti. Ogni persona che fa un’offerta, contribuisce alle necessità quotidiane del suo parroco ma anche di altri, meno fortunati e con comunità più piccole.

Il contributo è deducibile
Il contributo versato a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero è deducibile dal reddito complessivo delle persone fisiche fino ad un tetto massimo di 1.032,91 euro annui. La deducibilità è quindi, per chi vuole approfittarne, un’opportunità in più per contribuire e costituisce un ulteriore riconoscimento dell’importanza dell’opera dei sacerdoti.
Se inserita nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi), l’offerta concorrerà a diminuire la tua Irpef e le relative addizionali.
Le ricevute – conto corrente postale, estratto conto della carta di credito, quietanza, contabile bancaria – sono valide per la deducibilità fiscale. Ricorda di conservare le ricevute delle tue offerte!

Come donare:
– sul sito www.unitineldono.it con carta di credito o PayPal.
– via telefono, al numero verde: 800-825000.
– con Bollettino di C/C postale N° 57803009 intestato a: Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero – Erogazioni liberali, via Aurelia 796, Roma 00165
-con bonifico bancario a Intesa San Paolo IBAN: IT 33 A 03069 03206 100000011384 da effettuare a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85”.

Tutte le informazioni su: www.unitineldono.it.

 

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