D’ora in poi, nel Comune di Venezia, ogni nuovo programma basato sull’intelligenza artificiale dovrà superare rigidi controlli prima di essere acquistato o messo in funzione. Si verificherà che i dati dei cittadini siano protetti al sicuro, che i costi siano sostenibili e che i sistemi informatici non facciano doppioni inutili. E per gestire tutto questo, nascerà un team di esperti con competenze informatiche, legali ed economiche, affiancato da un Registro unico per tenere traccia di ogni software attivo o in fase di prova.
In questo senso Venezia diventa una delle prime grandi città in Italia a darsi regole chiare per usare l’intelligenza artificiale in modo sicuro, trasparente e alla portata di tutti. La Giunta comunale ha infatti approvato un piano di indirizzi che unisce le forze del Comune, delle aziende partecipate e degli enti collegati: un sistema pubblico che conta ben 10.000 lavoratori complessivi e gestisce servizi essenziali per residenti, imprese e milioni di visitatori.
Oggi, spiega il sindaco Simone Venturini, si fa un passo avanti: la tecnologia non deve solo essere usata, bisogna saperla governare con intelligenza. L’obiettivo è sfruttare i computer più avanzati per sveltire le pratiche e migliorare la vita nei quartieri, dalla terraferma al centro storico fino alle isole, senza però correre rischi.
Il punto fermo di tutta la nuova regola è comunque uno: la macchina non deciderà mai al posto dell’uomo. L’intelligenza artificiale potrà dare una mano e velocizzare il lavoro degli uffici, ma la responsabilità finale e le decisioni spetteranno sempre e comunque alle persone. I diritti e la dignità dei cittadini restano al primo posto.