«Anche quest’anno, per la seconda volta, nel vivere il tempo del Grest, faremo un’attività assieme con le parrocchie qui vicine, la Grest Cup al parco Bissuola».
Il Grest della parrocchia di San Pietro Orseolo di Mestre è all’insegna della normalità, ma con un pizzico di collaborazione, spiega il parroco don Corrado Cannizzaro. Ma che cos’è la Grest Cup? Due giorni di tornei e sfide tra le parrocchie di San Pietro Orseolo, Santa Maria Goretti, Santa Maria della Pace e Beata Vergine Addolorata, un’occasione di gioco che ha già rivelato le sue potenzialità l’anno scorso e che quest’anno è stata potenziata. Per il resto, le attività si svolgeranno nel corso di due settimane, tra uscite, giochi e laboratori, divisi per fasce d’età tra elementari (circa 50 bambini) e medie (poco più di 20 ragazzi), il tutto gestito da una quindicina di animatori delle superiori, coadiuvati da alcuni responsabili adulti.
Oltre a tutto ciò, inoltre, la parrocchia anche quest’anno propone un centro estivo più prolungato, che si terrà dopo le prime due settimane di giugno. Per questi motivi, agli occhi di don Corrado, la principale funzione dell’attività del Grest è e rimane proprio quella di svolgere un servizio sociale, che, se da un lato risponde alle esigenze delle famiglie che lavorano, dall’altro solleva non poche perplessità sull’efficacia di queste iniziative sul piano della proposta di fede. «Ritengo ci sia bisogno di una riflessione ecclesiale sul senso del fare queste attività in parrocchia» sostiene infatti don Corrado. Di conseguenza, durante il centro estivo il tono sarà minore, proprio in vista delle finalità quasi solo assistenziali della proposta: «Faremo qualche attività e qualche gioco, pur sempre fatto bene e con spirito serio, ci mancherebbe altro, però con un impegno minore di risorse, persone ed energie rispetto al Grest classico».
Andrea Maurin