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Ecco il nuovo anfiteatro nell’isola di San Servolo: è stampato in 3D

gente veneta Pubblicato:23 Maggio 2025 | Aggiornato:23 Maggio 2025 2 minuti letti
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Un piccolo anfiteatro all’aperto, buono per far sedere 60-70 persone, ad ascoltare per esempio Giancarlo Giannini in un monologo, come avviene la sera dell’inaugurazione, il 23 maggio, contemplando la laguna.

È quanto è stato realizzato nell’isola di San Servolo grazie all’architetto Mario Cucinella e al suo team e grazie a San Servolo srl, la società della Città Metropolitana di Venezia che gestisce l’isola.

L’architetto Mario Cucinella dinanzi al nuovo, piccolo anfiteatro da lui progettato, stampato in 3D nell’isola di San Servolo

L’idea di fondo, spiega Cucinella, è: «Realizziamo un piccolo inserito di contemporaneità nell’isola storica, all’insegna della sostenibilità».

Detto e fatto: l’anfiteatro è stato stampato in 3D. Un robot realizzato da una impresa di Valdagno ha stampato 750 “blocchi” usando della calce, materiale semplice e tradizionale dell’edilizia veneziana. In 200 ore ne ha prodotti 750, di 62 forme diverse. Lo ha fatto direttamente nel cantiere in isola – avviato a inizio aprile – così da ridurre al minimo l’impatto ambientale legato al trasporto.

Poi, come se fossero mattoncini di Lego, i blocchi sono stati assemblati a secco, senza collanti e senza viti o chiodi: una scelta che rende l’intera struttura facilmente smontabile, ampliabile o reversibile.

Una parte dei blocchi sono stati poi ricoperti da una seduta, una “tavoletta” in cellulosa in grado di resistere agli agenti atmosferici, mentre altri sono diventati delle fioriere: riempiti di terra, vi sono stati piantumati dei piccoli arbusti tipici dell’area lagunare.

L’operazione – una delle pochissime che consistono in una nuova costruzione in laguna, ovviamente con tutti i benestare di Soprintendenza e altre istituzioni – ha un valore di 150mila euro, che in parte si devono a sponsor e in parte a fondi propri di San Servolo srl. Oltre al fatto che Cucinella ha fatto dono del progetto.

Adesso, oltre a Giannini, la strada è aperta per piccoli concerti e spettacoli in uno dei contesti più suggestivi di Venezia.

Giorgio Malavasi

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