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Dalla moda alla fattoria sociale per amore di un figlio: la storia dell’orto Sambo, a Chioggia

gente veneta Pubblicato:9 Aprile 2025 | Aggiornato:9 Aprile 2025 3 minuti letti
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nicola sambo colativazioni opriz

Un’azienda biologica nata da una volontà d’amore. Un regalo per il figlio Nicola, ragazzo speciale, di 28 anni, affetto da una malattia rara.

Marco Sambo, 65 anni, abita da sempre a Chioggia. Fino al 2015 lavorava nella moda: «Con i miei fratelli gestivamo i negozi di abbigliamento del Gruppo Liliana – racconta – poi, con mia figlia Camilla e mia moglie abbiamo deciso di creare fattoria sociale. L’obiettivo, che stiamo realizzando poco alla volta, è realizzare una fattoria sociale, in cui oltre a Nicola, possano essere inseriti anche altri ragazzi con lieve disabilità».

L’azienda agricola si chiama “Orto Sambo” e conta su due ettari di terreno, coltivati a ortaggi locali secondo la stagionalità: radicchio di Chioggia, carote, cicoria, bieta, crauti, asparagi, zucche zucchine, pomodori, carciofi (il violetto di Chioggia), rape rosse, angurie, fragole.

Marco Sambo, fino a dieci anni fa, non si era mai occupato di agricoltura, anche se aveva frequentato per qualche tempo la facoltà di Veterinaria. Oggi spiega: «Mi piaceva molto il mondo della natura e ora posso godermi direttamente il rapporto con la terra. Abitiamo a Sottomarina ad una distanza di 7 km dall’azienda, che si trova in località Ca’ Lino. La cosa meravigliosa è godere dei frutti che ogni stagione porta, entrando in un rapporto diretto con la terra».

Perché scegliere di fondare un’azienda biologica? «Perché è meglio evitare contatto con sostanze chimiche nocive – sottolinea Sambo – e perché una coltivazione naturale è la migliore attività per giovani come mio figlio. Nicola, contro ogni aspettativa che ci era stata illustrata alla sua nascita, parla, cammina, va in bici ed è felice di vivere; quindi abbiamo voluto creare un ambiente adatto a lui e ad altri ragazzi come lui, con l’idea di offrire un’attività di lavoro e occasioni di creatività».

L’azienda conta anche 4000 metri destinati a biodiversità: alberi da frutta come meli e peri, ma anche pioppi e cespugli tipici della zona per creare una barriera verde sul terreno sabbioso.

A coltivare il terreno, oltre al padre Marco, ci sono solo la figlia Camilla, 30 anni, e Nicola: fanno tutto da soli.

«Per colture come piselli, fagiolini, spinaci compriamo i semi e li spargiamo noi», continua Marco Sambo. «Per altre colture come peperoni, melanzane, pomodori, anguria, zucca, melone, finocchi, ecc acquistiamo le piantine per fare poi il trapianto collocandole nel campo».

I guadagni derivano dalla vendita al minuto all’interno dei mercati del contadino a Dolo, Marcon, Lido Venezia, Fiesso D’Artico…: «Siamo presenti con i nostri prodotti a tre/quattro mercati a settimana, è molto impegnativo, ma il rapporto con i clienti ci dà soddisfazione », afferma Sambo. «Il prodotto biologico richiede maggiore manodopera e anche per questo ha un prezzo più alto, ma la qualità è notevole: basta assaggiare questi prodotti per assaporare un gusto più intenso, con la certezza di ricavarne soltanto proprietà nutritive benefiche. Il biologico per alcuni è una moda, ma per altri, come me, è un convincimento profondo».

«La vendita in azienda o nei mercati del contadino permette una comunicazione diretta con i consumatori», precisa Nazzareno Augusti, segretario dell’area di Chioggia per Confagricoltura Venezia. «In questo modo i consumatori possono avere piena conoscenza della reale qualità dei prodotti che portano sulle loro tavole a beneficio di tutta la famiglia; con una relazione diretta si riesce a comprendere che non si tratta di acquistare alimenti, ma prodotti agricoli coltivati con passione e amore».

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