Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • RIVIERA
  • Ospedale di Dolo, nella seconda ondata ridotti i ricoveri: «Merito del pronto soccorso e di una diagnostica migliore»
  • GVFOCUS
  • RIVIERA

Ospedale di Dolo, nella seconda ondata ridotti i ricoveri: «Merito del pronto soccorso e di una diagnostica migliore»

giorgiomalavasi 25 Gennaio 2021 4 minuti letti
2 visualizzazioni
ulss 3 dolo covid pronto soccorso

Una diagnosi di Covid e partiva il ricovero. Ma è un ricordo della prima ondata. È con l’afflusso massivo di urgenze Covid della seconda venuta epidemica che il Pronto soccorso di Dolo, il primo filtro del Covid hub della provincia veneziana, ha affinato la diagnosi, tanto da comprendere in alcuni fondamentali passaggi diagnostici chi destinare ai reparti Covid e chi, gestibile in autonomia, inviare a casa con la terapia e l’assistenza territoriale. “Nella prima ondata, rilevata la presenza del virus nei pazienti, ricoveravamo quasi tutti. Ora filtriamo in base alla gravità, e questo aiuta molto anche a non sovraccaricare i reparti” dice il primario Andrea Pellegrini.

Dopo analisi cliniche e strumentali ad hoc fatte al Pronto intervento dolese, più di due pazienti su cinque vengono dimessi. Ma prima di consegnarli alla gestione domiciliare di Usca, Sisp, Adi e medico di famiglia, vengono educati all’automonitoraggio: nell’eventualità anche di un lieve peggioramento dei parametri, dovranno tornare al Pronto soccorso. È lo stesso reparto d’urgenza che spesso chiama i pazienti Covid dimessi, a distanza di giorni, per assicurarsi del loro stato di salute.

Il Pronto soccorso di Dolo è diventato così un ammortizzatore dell’onda d’urto del virus, un reparto cuscinetto, che ha aiutato a preservare i posti letto dei maxireparti Covid dolesi del 43,5%.

Ricoveri, dal 78% della prima ondata al 56,5% della seconda

Nella prima ondata, fino ad agosto, i tamponi fatti al Pronto soccorso sono stati 1.838. Risultati positivi 77 volte (4,2%). Tra questi pazienti positivi, ne sono stati ricoverati il 78%, “perché più anziani e più gravi, anche perché attendevano a casa fino ad aggravarsi prima di rivolgersi a noi” ricorda il primario. (Nel picco della prima ondata, dal 2 marzo al 5 aprile, i tamponi sono stati 1.435. Positivi il 17%, in numero assoluto 243).

Considerando ancora i soli tamponi fatti in ospedale, il Pronto soccorso di Dolo ha quindi eseguito in questa seconda ondata 1.982 test. Di cui 482 sono risultati positivi, il 24,3%. Di questi, 210 sono stati dimessi dal Pronto soccorso: il 43,5%, contro il 22% di dimessi della prima ondata. “L’infezione ora è più diffusa, colpisce anche fasce d’età più giovani, spesso è meno grave, e questo ci permette di aumentare la percentuale di dimessi”.

“Scremare tante persone che possono essere gestite in sicurezza a domicilio – dice il direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben -, vuol dire non sovraccaricare i reparti che in questa seconda fase sono stati impegnati dall’alta affluenza dei pazienti con Coronavirus”.

Ricovero o domicilio? Con la diagnosi si decide così

Oggi ricovero o dimissione spesso si decide sulla base di precise valutazioni, affinate nei mesi grazie alla diagnosi sempre più precisa. “Adesso conosciamo di più della malattia, abbiamo maggiore dimestichezza, sappiamo quando può essere rischioso dimettere e quando possiamo farlo in coscienza – racconta il primario -. Per prima cosa consideriamo l’ossigeno nel sangue grazie alla precisione dell’emogasometro. Poi c’è l’età: più il paziente è giovane, minore è il rischio. Poi c’è la comorbilità: quante malattie ha il paziente oltre all’infezione da Covid? Se sono presenti diabete o ipertensione o pneumopatie croniche siamo più propensi al ricovero. Poi usiamo l’ecografia, perché abbiamo imparato che le caratteristiche della polmonite da Covid spesso si nascondono alle radiografie. Nel caso rimangano dubbi, chiediamo infine la consulenza dei colleghi pneumologi, con i quali condividiamo la decisione del ricovero o della dimissione”.

E dopo le dimissioni…

Un affinare la gestione del paziente Covid, questa, che avviene in alleanza con i servizi territoriali dell’Ulss 3. È compito di Sisp, il Servizio di igiene e sanità pubblica, di Usca, le squadre speciali di continuità assistenziale, del medico di famiglia e di Adi, l’Assistenza domiciliare integrata, raccogliere la staffetta del Pronto soccorso per continuare, se necessario, il percorso terapeutico e il monitoraggio del paziente Covid a casa. Ma prima della dimissione dal Pronto soccorso “diamo anche indicazioni domiciliari ai pazienti sull’automonitoraggio, perché in caso di peggioramento è giusto che si rivolga di nuovo a noi” rassicura Pellegrini.

Autore

  • giorgiomalavasi
    giorgiomalavasi

    RINNOVO 2022

    RINNOVO 2021

    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

giorgiomalavasi

RINNOVO 2022 RINNOVO 2021

Visualizza tutti gli articoli
  • GVFOCUS
  • RIVIERA

Navigazione articolo

Precedente: Ghetto di Venezia: deposte quindici Pietre d’inciampo, a memoria di altrettanti deportati
Successivo: Covid in Veneto, segnali incoraggianti: calano ricoverati e nuovi positivi. Ancora tanti i morti: 93 nell’ultima giornata

Altri post dell'autore

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato» federica pellegrini nozze

Federica Pellegrini: «Il mio sì, un sogno coronato»

8 Settembre 2022 5
Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa» erika angelo shanghai città

Shanghai, dal 1° giugno si riapre quasi tutto. Due coniugi italiani: «Usciamo dopo due mesi chiusi in casa»

1 Giugno 2022 3
Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti cult3 pollini

Arpav va a caccia dei pollini causa di allergie intermittenti

28 Aprile 2022 3
Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi mes4 depuratore

Scarichi nel Veneziano, ripuliti in un anno 88 milioni di metri cubi

7 Aprile 2022 3

Storie correlate

pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.