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Meno 133mila slot machine entro il 2017, parola di Baretta

gvonline Pubblicato:17 Novembre 2016 | Aggiornato:17 Novembre 2016 2 minuti letti
7 visualizzazioni
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Putting Money Into the Slots

 

 

Obiettivo: ridurre di 133mila le macchinette mangia-soldi nell’arco del 2017. Lo dice il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, che sta predisponendo il piano per contenere il problema della proliferazione delle slot machines e del gioco d’azzardo. «Vogliamo – spiega Baretta portare a meno di 250mila, dalle 380mila attuali, le macchine dislocate nei più svariati luoghi. E questo entro il 31 dicembre 2017». Un obiettivo ambizioso, che avrà differenti linee d’azione: «Vogliamo cancellare del tutto le macchinette da alcuni luoghi: in particolare dagli hotel e dai locali lungo le spiagge. Già così ne toglieremo 19mila». Un taglio sostanzioso sarà poi a carico di bar e tabaccherie. Secondo Baretta la riduzione, che inizierà l’anno prossimo, dovrà poi essere proseguita fino all’eradicazione totale delle slot dai bar e dalle rivendite di tabacchi. Un risultato da conseguire entro il 2020. Per capire il rilievo che l’operazione avrà basta dire che negli uffici del Comune di Venezia (tanto per fare un esempio concreto, legato al nostro territorio) hanno continuato anche in questi mesi ad essere presentate domande per nuove aperture. Ma come si riuscirà, già l’anno prossimo, ad apportare una sforbiciata così robusta? Il sottosegretario non si espone del tutto: «Stiamo ancora decidendo quali criteri adottare. Dovremo costringere qualcuno a togliere le macchine dal suo locale; potrebbe essere in base a parametri come un numero minimo di metri quadri per ogni slot o alla distanza fra un locale con gioco e il più vicino…». Discorso diverso, invece, per le sale gioco. A queste verrà domandata un’offerta con caratteristiche ben precise: «Ci dovrà essere il controllo fuori dalla porta, una telecamera per impedire l’accesso ai minori, locali arieggiati e non cupi… Chi si adeguerà potrà rimanere dov’è, senza sottostare alle regole di distanza da luoghi pubblici elaborate dai Comuni. Il problema, infatti, è quello di non prendere e portare tutto in periferia. Spostando le sale gioco si corre il rischio di salvaguardare i centri-città con conseguente realizzazione di quartieri del gioco in periferia. Cosa che il Governo non vuole». Per ultimo: le macchinette che rimarranno, dopo la potatura, dovranno tutte essere dotate di controllo da remoto: «Per evitare – conclude Baretta – che ci siano le slot taroccate». (G.M.)

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