Frammenti di plastica e polistirolo, segnale evidente della loro progressiva disgregazione in microplastiche, dominano la classifica dei rifiuti rinvenuti sulle coste venete. È quanto emerge dal “Weekend del Mare 2026”, l’iniziativa promossa da Plastic Free Onlus il 2 e 3 maggio, che ha visto oltre 3 tonnellate di rifiuti rimosse dal litorale, da Bibione al Delta del Po.
L’intervento non si è limitato alla pulizia: in nove località — tra cui Jesolo, Chioggia, Venezia Lido e Caorle — i volontari hanno condotto un monitoraggio scientifico di citizen science, applicando il protocollo europeo previsto dalla Marine Strategy. I dati, classificati in oltre 180 categorie, sono stati validati da ISPRA e trasmessi all’Agenzia Europea dell’Ambiente per il progetto Marine Litter Watch.
Oltre ai frammenti, la top ten del marine litter locale rivela la persistenza di rifiuti storici e di consumo quotidiano. Tra i materiali più ricorrenti si segnalano:
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Bastoncini di cotton fioc: risalenti persino agli anni Ottanta e Novanta, giunti in mare attraverso reti fognarie e fiumi.
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Mozziconi di sigaretta: massicciamente presenti nelle spiagge a forte vocazione turistica.
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Reti per l’allevamento dei mitili: diffuse ovunque dalle correnti.
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Tappi e anelli di plastica: il numero dei tappi supera quello delle bottiglie, poiché queste ultime tendono ad affondare una volta private del tappo. Gli anelli, inoltre, rappresentano un grave rischio di ingestione per la fauna marina.
Il monitoraggio ha inoltre segnalato la presenza di borre (componenti delle cartucce da caccia) e di dischetti in plastica provenienti da alcuni impianti di depurazione, ritrovati soprattutto presso Isola Verde e Rosolina. La loro presenza suggerisce la necessità di verifiche puntuali sulle pratiche operative degli impianti situati vicino al fiume Adige.
Realizzato con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e il patrocinio della Regione Veneto, l’evento fornisce un quadro conoscitivo essenziale. I dati raccolti saranno ora impiegati per orientare le future strategie di prevenzione e sensibilizzazione, confermando l’urgenza di interventi strutturali contro l’inquinamento plastico nel Mediterraneo.