L’assemblea dei soci di Veritas ha approvato il bilancio 2025, confermando la solidità della multiutility pubblica, leader nei servizi di gestione idrica e rifiuti per 44 comuni della Città Metropolitana di Venezia e 7 della provincia di Treviso. Con un fatturato consolidato di 553 milioni di euro e un Ebitda positivo di 75 milioni, l’azienda chiude il suo diciottesimo anno di attività con un utile del 2%, interamente reinvestito per potenziare infrastrutture e reti.
Il cuore strategico della gestione 2025 risiede negli investimenti, che hanno toccato quota 163 milioni di euro. Questi fondi sono stati destinati al rinnovo delle reti idriche, alla modernizzazione degli impianti e alla valorizzazione dei rifiuti, sostenuti in parte dall’emissione di un green bond da 100 milioni di euro. “Assicurare servizi di qualità superando vincoli esterni inediti, come la difficoltà nel reperire personale operativo, dimostra la bontà dell’organizzazione”, ha commentato Tiziano Baggio, sindaco di Mirano e presidente del Comitato di controllo.
La sfida di Veritas è quella di servire un territorio complesso che conta oltre 900.000 abitanti, ma che, grazie a un turismo da record — oltre 50 milioni di presenze annue — esprime una domanda pari a un milione e mezzo di abitanti equivalenti. Per far fronte al calo demografico e alla scarsità di turnover, il presidente Marco Bordignon punta sull’innovazione: “Solo una progressiva crescita della meccanizzazione e dell’automazione ci permetterà in futuro di garantire l’efficienza dei servizi, riducendo al contempo i volumi di rifiuti”.
Il Gruppo, che impiega oltre 3.500 dipendenti, ha consolidato nel 2025 il proprio impegno etico, ottenendo e rinnovando certificazioni per la parità di genere e la sicurezza sul lavoro (ISO 45.001). “Il benessere e la salute dei lavoratori sono la nostra priorità”, ha dichiarato il direttore generale Andrea Razzini, ricordando come questi risultati siano il frutto di una costante collaborazione con le parti sociali.
Sul fronte ambientale, il 2025 ha segnato una svolta tecnologica a Porto Marghera con l’avvio della seconda linea di termovalorizzazione per i rifiuti non riciclabili, che tratta solo il 20% della quota residua. Grazie a una filiera integrata, circa il 75% dei materiali è stato avviato al riciclo, mantenendo Venezia ai vertici nazionali per la raccolta differenziata tra le città metropolitane. Un successo che passa anche per i 39 Centri di raccolta del territorio, visitati da oltre 600.000 cittadini nel solo 2025 e apprezzati dal 90% dell’utenza.
Tuttavia, il futuro pone sfide non trascurabili. “Il gettito tariffario è ormai saturo e insufficiente per recuperare infrastrutture che hanno un’età media di 80 anni”, avverte Razzini. Per sostenere il ritmo di investimenti dell’ultimo triennio, Veritas dovrà continuare a intercettare risorse esterne, come avvenuto con il PNRR e le Leggi Speciali per Venezia. Nel frattempo, l’azienda continua a garantire standard di eccellenza, con il laboratorio analisi — unico in Italia ad aver ottenuto l’accreditamento per la ricerca dei Norovirus — che ha ampliato il monitoraggio su PFAS e TFA. L’obiettivo – sottolinea l’azienda – resta una bolletta idrica tra le più economiche del Veneto, salvaguardando al contempo un ecosistema unico al mondo.