Una nuova “arma” a disposizione delle donne per la lotta al tumore al seno. Arriva all’Ospedale Villa Salus di Mestre una nuovissima tecnologia “Made in Italy”: si chiama Mammowave ed è frutto di uno spin-off accademico del Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia che studia le applicazioni delle microonde nella sanità con l’obiettivo di sviluppare sistemi di screening e prevenzione per diverse patologie.
L’idea alla base del progetto è che a differenza del cancro alla cervice uterina o del cancro al colon, per cui esistono dei test non invasivi che precedono quelli invasivi, per il tumore alla mammella non esistono dei veri e propri test “non invasivi”. Ed è proprio questo gap che “MammoWave” va a colmare.
La tecnologia a microonde sfrutta il contrasto nelle proprietà dielettriche tra tessuti sani e tessuti con lesioni alle frequenze delle microonde (le proprietà dielettriche descrivono il comportamento di un materiale in presenza di un campo elettrico).
Gli studi clinici condotti hanno evidenziato che, utilizzando microonde a bassa potenza (1 mW), è possibile rilevare anomalie sospette all’interno del tessuto mammario.
La donna deve solo distendersi su un lettino in modo che le mammelle vengano “scansionate” da due antenne, in modo del tutto indolore ed innocuo.
Il test, supportato da algoritmi di elaborazione dei dati rilevati dalle 2 antenne, è in grado in pochi minuti di restituire una risposta di positività o negatività all’anomalia. In caso di positività la donna può eventualmente procedere con ulteriori accertamenti.
Mammowave è un’innovazione clinica pienamente sinergica a tutti gli altri strumenti di screening come la mammografia o l’ecografia: non invasivo e senza effetti collaterali. Ideale quindi per le donne più giovani, quelle che altrimenti sfuggono alle campagne di screening.
Mammowave è accessibile alla cittadinanza all’Ospedale Villa Salus in regime di servizio privato contattando il servizio CUP 041 2906525
Va detto che nel mondo il tumore al seno è ancora la prima causa di morte nelle donne. Se negli ultimi decenni gli avanzamenti nell’oncologia consentono altissimi tassi di guarigione, è però da registrare che la malattia ha profondamente mutato la sua diffusione: nel 1940 rischiava di ammalarsi di questa patologia una donna su 20 (5% della popolazione), nel 1975 una su 11 (9,09%) e nel 2022 1 su 8 (12,5%), con un’importante riduzione dell’età media.
In Italia circa il 18% dei tumori al seno vengono identificati attraverso le campagne di screening. Ma sono appena il 52% delle donne quelle che aderiscono all’invito. E comunque si parla di donne over 45. Sappiamo che l’età media dell’incidenza del tumore al seno si sta abbassando: questo strumento può essere una soluzione preziosa per supportare il sistema sanitario, ridurre il ricorso a esami invasivi e implementare gli screening delle donne più giovani.
