Midsection of professional waiters in uniform serving wine, cocktails and snacks during buffet catering party, festive event or wedding. Full glasses of wine on tray. Outdoor party catering service
Prosegue la fase positiva del mercato del lavoro veneto, che nei primi cinque mesi del 2026 fa registrare un saldo di +59.200 posizioni di lavoro dipendente, grazie soprattutto alle dinamiche occupazionali osservate nei mesi di marzo e maggio, e un incremento delle assunzioni pari al +4%, sebbene si tratti di un risultato condizionato dall’aumento dei rapporti di brevissima durata nelle attività di produzione cinematografica.
Lo segnala il nuovo numero della Bussola, il notiziario sul mercato del lavoro nella regione redatto da Veneto Lavoro.
La crescita occupazionale è sostenuta soprattutto dai contratti a tempo determinato (+46.300 tra gennaio e maggio), favoriti dalle dinamiche stagionali e dall’incremento delle assunzioni nel turismo, mentre continua a ridursi il contributo del tempo indeterminato (+11.800), inferiore a quello dello scorso anno. L’aumento della domanda di lavoro interessa i lavoratori di entrambi i generi e, in particolare, quelli in età più matura (10%). L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni rimane elevata (31,1%), ma in lieve diminuzione, specie per le donne (dal 47,3% al 45,9%).
Il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno è positivo in tutte le province, ad eccezione di Belluno dove si registra un saldo tipicamente negativo per il periodo (-2.800) per effetto della conclusione della stagione turistica invernale, che comporta la chiusura di molti rapporti di lavoro attivati nei mesi precedenti. Rispetto allo scorso anno il saldo è in miglioramento a Venezia (+30.300), dove cresce anche la domanda di lavoro, Verona (+21.200) e Rovigo (+2.500), e in peggioramento a Padova (+4.200), Vicenza (+1.900) e Treviso (+1.800).
Andamento generalmente positivo anche dal punto di vista settoriale. Il terziario continua a rappresentare il principale motore dell’occupazione: l’andamento del mese di maggio (+16.200 posti di lavoro), contribuisce alla crescita registrata nel settore nel corso del 2026 (+45.300), con il turismo a fare da traino e andamenti positivi anche nei servizi di pulizia e nel comparto dell’editoria e della cultura. L’agricoltura registra un saldo (+7.300) leggermente superiore a quello del 2025, grazie a un calo delle cessazioni (-3%).
Prosegue invece il rallentamento nell’industria, sulla quale pesa uno scenario economico fortemente condizionato dalle crisi geopolitiche internazionali che hanno aumentato il clima di incertezza e che, unite alle difficoltà nel reperimento della manodopera e delle professionalità necessarie, hanno condizionato le scelte aziendali. A maggio il saldo del settore diventa negativo, con una perdita di 330 posizioni lavorative che contribuisce al ridimensionamento della crescita occupazionale nei primi cinque mesi dell’anno (+6.800 rispetto a +7.400 di un anno fa). Il rallentamento interessa soprattutto il comparto edile (-7% di assunzioni), che negli ultimi anni aveva registrato andamenti particolarmente positivi grazie soprattutto agli incentivi del Superbonus e all’avvio degli interventi finanziati dal PNRR, salvo poi rallentare tra il 2025 e il 2026. Assunzioni in calo anche nell’industria conciaria (-12%), nella chimica-plastica (-4%) e nel legno-mobilio (-2%). Saldo negativo nel sistema moda (tessile, abbigliamento e calzature). Lieve miglioramento nel metalmeccanico, sia in termini di assunzioni che di variazione dei posti di lavoro, e nelle aziende dell’automotive.
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di maggio sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.