Una campagna di scavi ad Altino ha riportato alla luce un tratto ottimamente conservato della via Annia, la celebre strada consolare di epoca romana, insieme alle tracce delle tabernae. Queste ultime, nel mondo romano, erano botteghe o locali commerciali che si aprivano direttamente sulla strada o sulla piazza pubblica (il foro), costituendo il cuore pulsante dell’attività economica e sociale dell’insediamento.
Il ritrovamento è avvenuto nel Parco archeologico di Altino, in un’area di 26 ettari acquistata dal Ministero della cultura e mai esplorata sistematicamente prima d’ora. I lavori, avviati nell’ottobre 2025, hanno confermato le ipotesi formulate circa vent’anni fa tramite prospezioni geofisiche, inaugurando una nuova stagione di ricerche nel cuore monumentale dell’antica città. Gli interventi, diretti dal Parco archeologico di Altino con il supporto della Direzione generale Musei e dell’Università di Padova, hanno interessato tre distinti settori del centro urbano.
Oltre alla via Annia — che collegava Padova ad Aquileia — e alle tabernae situate ai margini del foro, gli scavi hanno confermato l’esatta collocazione del maggiore dei due teatri cittadini, rinvenendo parte dei muri della cavea. I dati emersi non solo testimoniano la massima espansione dell’insediamento, ma rivelano anche le dinamiche del suo declino: gli archeologi hanno infatti documentato sistematiche spoliazioni dei materiali edilizi in età tardoantica e altomedievale. La via Annia, per la sua utilità nel trasferimento dei materiali, è stata preservata più a lungo rispetto ad altri edifici.
Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, ha sottolineato l’importanza scientifica e pubblica dell’iniziativa, definendo la conoscenza lo strumento principale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Marianna Bressan, direttrice dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, ha evidenziato come i risultati validino le precedenti indagini non invasive, permettendo interpretazioni storiche più raffinate. Anche il Comune di Quarto d’Altino guarda con favore ai lavori, visti come una leva per rafforzare il senso di appartenenza della comunità e rilanciare il territorio come polo turistico. L’importanza della partecipazione è stata ribadita con l’iniziativa “Scavi aperti” del 4 giugno, che ha permesso al pubblico di visitare il cantiere e osservare il lavoro degli esperti impegnati a ricostruire, pezzo dopo pezzo, la storia di questa affascinante città sepolta.