Mirano, dopo il parto rimossa una massa di 30 centimetri
L’équipe di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Mirano ha eseguito con successo un delicato intervento d’urgenza per asportare una massa addominale di 30 centimetri di diametro a una donna di 36 anni, subito dopo il parto cesareo del figlio. L’operazione, avvenuta lo scorso 5 maggio alla trentasettesima settimana di gravidanza, si è resa necessaria a causa di un’improvvisa e grave emorragia interna scatenatasi immediatamente dopo la nascita del bambino. I chirurghi sono riusciti a rimuovere la neoformazione e a salvare l’utero della paziente.
La presenza della massa, un sospetto fibroma di 30 per 20 centimetri che comprimeva fegato, vena cava e aorta, era stata diagnosticata e monitorata durante la gestazione tramite risonanza magnetica ed ecografia addominale. Inizialmente, in conformità con le linee guida mediche, i medici avevano pianificato di non asportare la formazione né in urgenza né durante il cesareo programmato. Durante la gravidanza, infatti, il maggiore afflusso di sangue all’utero aumenta significativamente il rischio di emorragie, mentre i fibromi tendono generalmente a ridursi di volume nel periodo successivo al parto.
In via precauzionale, prima di avviare il cesareo programmato, i medici avevano comunque predisposto in sala operatoria sei sacche di sangue. La procedura iniziale prevedeva esclusivamente la nascita del neonato e la successiva sutura dell’utero. Tuttavia, non appena il bambino, del peso di circa tre chilogrammi, è stato estratto, la massa rimasta nell’addome ha iniziato a sanguinare in modo insistente, costringendo l’équipe medica a modificare la strategia d’intervento e a procedere all’asportazione immediata per bloccare l’emorragia.
L’intervento chirurgico complessivo ha avuto una durata di un’ora e trentacinque minuti. Oltre alla rimozione della neoformazione, i chirurghi sono riusciti a preservare l’organo riproduttivo della donna, evitando l’isterectomia che spesso si rende necessaria in presenza di sanguinamenti così massivi e difficili da controllare. A pochi giorni dall’operazione, le condizioni cliniche della madre e del neonato risultano stabili e favorevoli.