Nel corso del 2025, in Veneto sono state raccolte e avviate al riciclo 18.827 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso. Il dato emerge dal consuntivo annuale di Ecopneus, il principale operatore nazionale del settore, che sul territorio regionale ha gestito un quantitativo di gomma equivalente al peso di circa 2,1 milioni di pneumatici da autovettura, che se disposti in fila, coprirebbero una distanza pari a circa 6,4 volte l’intera lunghezza del fiume Piave.
Per completare le operazioni, il sistema ha evaso 3.858 richieste di prelievo presso la rete capillare di gommisti, stazioni di servizio e autofficine distribuite nelle province venete.
Il risultato regionale contribuisce a un bilancio nazionale che, nell’anno solare 2025, ha visto la raccolta complessiva di 199.408 tonnellate di Pfu in tutta Italia. Tale volume rappresenta un superamento del 23% rispetto al target di raccolta stabilito dalla normativa vigente, permettendo di soddisfare sia gli obiettivi ordinari che quelli straordinari indicati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a supporto del mercato del ricambio. A livello logistico, l’attività nazionale è stata garantita attraverso 52.000 interventi di prelievo presso oltre 20.300 punti di generazione.
L’attuale modello operativo si avvale di una rete di 23 aziende partner specializzate nel trattamento e di una piattaforma gestionale denominata I-Smart, che assicura la piena tracciabilità di ogni flusso lungo l’intero ciclo, dalla raccolta fino al recupero finale. Dal punto di vista della sostenibilità, i materiali derivanti dal riciclo della gomma trovano impiego in diversi settori industriali, come la realizzazione di pavimentazioni sportive, asfalti modificati a bassa rumorosità, isolanti per l’edilizia e componenti per l’arredo urbano, oltre a una quota destinata al recupero energetico.
Analizzando lo storico dell’attività, dal 2011 a oggi sono state gestite oltre 3 milioni di tonnellate di Pfu senza oneri diretti per la Pubblica Amministrazione o per i cittadini. Questa gestione strutturata, oltre a ridurre il consumo di risorse vergini e le emissioni di gas serra, genera un impatto economico positivo stimato in circa 80 milioni di euro di risparmio annuo per il sistema Paese.