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Idee per Venezia: il nuovo bando del MIT scade il 31 luglio

gente veneta Pubblicato:25 Luglio 2025 | Aggiornato:24 Luglio 2025 5 minuti letti
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Le startup nate dal programma “MITdesignX Venezia”, attivo dal 2022, stanno dimostrando che innovazione e radicamento territoriale possono camminare insieme. A distanza di tre anni dall’avvio della prima “coorte”, i risultati sono tangibili: c’è chi ha consolidato il proprio modello di business, chi ha attratto investimenti, chi sta contribuendo a creare nuovi posti di lavoro in laguna.

Un esempio concreto arriva da “ZAC”, selezionata nell’edizione 2024: fondata da quattro giovani veneziani, ha già testato sul campo la propria app durante la sagra di San Francesco della Vigna, gestendo quasi 20.000 euro in ordinazioni e contribuendo a ridurre sprechi e assembramenti. Un’applicazione locale, efficace e replicabile.
Altre due startup, nate tra il 2022 e il 2023, hanno raggiunto la ribalta internazionale grazie alla Biennale di Venezia, dove sono state invitate direttamente dal MIT di Boston a presentare i propri progetti. Si tratta di Rehub, che ricicla il vetro di scarto di Murano trasformandolo in materiale per stampa 3D, e di Vera Buccia, che produce tessuti sostenibili a partire dagli scarti dell’ananas. Due esempi concreti di come il design sostenibile possa diventare impresa.

«Essere selezionati dal MIT significa entrare in una community che rimane con te. Non è che perché sei stato quattro mesi poi non mi ricordo chi sei. Per noi sei entrato a far parte della community e ne sarai sempre un membro», afferma Luca Giuman, amministratore unico di SerenDPT, la società Benefit che ospita e supporta il programma a Venezia.
Nel frattempo, è in corso la raccolta delle candidature per la quarta edizione, che prenderà il via tra settembre e novembre 2025. Il nuovo bando, aperto il 1° giugno, scade il 31 luglio. «Le richieste di adesione al bando sono poi vagliate direttamente dai docenti del MIT, perché sono loro che gestiscono la selezione delle idee che verranno portate avanti. Quest’anno sarà tra settembre, ottobre e novembre. In questo momento sono circa una ventina le call arrivate. Ma di solito le domande aumentano nei giorni finali. Le startup tendono a candidarsi all’ultimo momento», riferisce Giuman.
I criteri di selezione, come conferma lo stesso Giuman, «rimangono quelli dell’innovazione, della sostenibilità e della coerenza con il modo in cui il MIT interpreta l’imprenditorialità: solida, contestuale, con visione a lungo termine».

I progetti accolti nel programma spesso sono ancora in una fase embrionale. «Abbiamo aperto delle call per team che possono anche non essere ancora costituiti in forma giuridica. Parliamo di idee in una fase molto iniziale, che però devono avere potenziale per impattare positivamente su Venezia», aggiunge.
Quattro i temi su cui si concentrano le idee selezionate, come previsto dallo statuto di SerenDPT: la valorizzazione e conservazione dei beni culturali, la ricerca di nuove soluzioni per un turismo più sostenibile, la tutela dell’ecosistema lagunare e il miglioramento dei servizi per i residenti, anche attraverso tecnologie innovative. «Venezia è una fonte di reddito, però bisogna riuscire a trovare soluzioni per cui non soffochi la cultura veneziana», sottolinea Giuman. «C’è chi pensa a consegne con droni, a motori nautici elettrici o a idrogeno, oppure chi lavora su alghe per desalinizzare i territori attorno alla laguna o che potrebbero anche diventare parte della cucina locale, nei cicchetti».

Tra i progetti già avviati, Sea The Change, dalla prima coorte del 2022, oggi lavora con aziende per rendere sostenibili le attività marine ed è cresciuta fino a raddoppiare il fatturato. Anche Vogayacht, nata nello stesso anno, ha trovato un committente per costruire un primo motoscafo a basso impatto ambientale. «Stanno procedendo con la creazione del primo prototipo funzionante. Credo che per la fine dell’anno, o al massimo la primavera prossima, avremo il primo natante con la loro soluzione in laguna», racconta Giuman.
La coorte 2023 ha portato alla luce startup come Algascope, fondata da un team internazionale al femminile e selezionata nel 2024 per il programma nazionale Faros. «Hanno completato anche quel percorso e stanno procedendo, lavorando molto con bandi. È un buon esempio di continuità e crescita», spiega Giuman.
«La letteratura ci dice che i primi tre anni di vita di una startup sono la cosiddetta Valle della Morte. Solo il 5% delle idee ce la fa. Analizzando i dati dei primi tre anni, posso dire che noi abbiamo almeno raddoppiato quella percentuale», afferma con soddisfazione. «E la cosa più importante è che molte di queste start-up si sono fermate a Venezia. I ragazzi di Zac, per esempio, già vivevano qui, ma ora grazie a questo lavoro possono restare in città senza dover puntare sul turismo».

Il bando in corso punta proprio a consolidare questa tendenza. «Le proposte presentate le vedo solo una volta che il MIT ha concluso la selezione. Così manteniamo oggettività», dice Giuman. Tra le sedi disponibili per i team selezionati, c’è anche l’Hub dell’Innovazione alla Giudecca, dove molte delle realtà più promettenti stanno muovendo i primi passi.
Il progetto è sostenuto da partner istituzionali e privati, tra cui la Fondazione di Venezia: «Ci ha sempre dato un grande supporto», conclude Giuman.
Con la nuova call aperta, Venezia torna a essere laboratorio di idee. In una città dove il cambiamento sembra sempre complesso, MITdesignX e SerenDPT stanno mostrando che un futuro diverso è non solo possibile, ma è già in costruzione.
Stefano Nava

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