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Redentore, i giudecchini: «La Giudecca è cambiata, ma è ancora un’isola felice»

gente veneta Pubblicato:18 Luglio 2025 | Aggiornato:17 Luglio 2025 4 minuti letti
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ven3 giudecca

Nel corso degli ultimi anni l’isola della Giudecca ha affrontato diversi cambiamenti eppure, grazie ai suoi cittadini, è riuscita a mantenere la sua natura tranquilla. Lo confermano, alla vigilia della Festa del Redentore, alcuni residenti.
«La Giudecca – racconta Alberto Fantuzzo, residente attivo in parrocchia e in politica, come consigliere comunale – negli ultimi anni ha visto arrivare più turisti, senza però un adeguato aumento dei mezzi pubblici per i residenti. Spesso per noi diventa difficile trasportarvi carretti per la spesa o anche solo una bici, a causa del poco spazio disponibile e occupato da valige sempre più grandi. Molte case sono diventate B&B e purtroppo altrettante sono state restaurate e abbandonate a loro stesse».

Resistono determinate realtà, come chiese, piscina, società remiera e farmacie. «Purtroppo nell’ultimo periodo i bambini sono diminuiti, portando l’asilo e la scuola elementare ad avere meno iscrizioni e meno classi. Un altro problema che riscontriamo è quello del moto ondoso. Spesso le rive della Palanca e del Redentore finiscono sommerse a causa delle costanti onde provocate dalle barche che attraversano il canale: diventa difficile attraversarle».
Marta, una giovane dell’isola, racconta la Giudecca dal suo punto di vista: «È un’isola tranquilla in cui vivere: rispetto al centro di Venezia ci sono meno turisti, anche se ultimamente sono un po’ aumentati. Per i bambini è un bel posto in cui crescere, ci sono quattro parchi gioco ed è abbastanza sicuro, anche grazie al fatto che quasi tutti si conoscono e per strada si incrocia spesso qualcuno».

Marta spiega come la Giudecca sia divisa in varie zone. «Prima abitavo alle Zitelle, un luogo tranquillo. Adesso invece mi sono trasferita alla Palanca, che è la parte più vitale dell’isola: trovo sempre qualcuno che conosco, ci sono molti bar e servizi.  Da poco ha aperto anche un nuovo negozio di prodotti per la casa e per l’igiene personale».
Anche lei ribadisce che «i mezzi di trasporto andrebbero migliorati: talvolta saltano corse e, quando c’è sciopero, bisogna fare un bel po’ di strada per arrivare a scuola o al lavoro. Di notte è ancora peggio, dal Tronchetto alla Giudecca c’è un battello ogni ora. In giro? Si possono trovare vari negozi di beni di prima necessità, bar, fruttivendoli e strutture per lo sport, come i campi da calcio e da tennis, la piscina e la palestra. È un peccato però che stiano diminuendo i negozi di una volta: da poco ha chiuso la storica salumeria. Penso che avremmo bisogno anche di una gelateria, anni fa ne avevamo una, ma ha chiuso, e adesso per prenderci un buon gelato dobbiamo attraversare per forza il canale».  E aggiunge: «Qui noi ragazzi svolgiamo varie attività per trascorrere un po’ di tempo insieme. Frequento il patronato alla Palanca, dove mi trovo con altre mie amiche e amici. Si possono fare anche delle belle passeggiate lungo la riva: al tramonto o all’alba i colori che illuminano il cielo sopra il canale sono stupendi».

Enrico Ghezzo, storico farmacista della Palanca, osserva: «La Giudecca è un’isola felice, dagli anni Novanta ad oggi ho visto molti cambiamenti. Con l’apertura dell’albergo Hilton Molino Stucky sono arrivati più turisti pure qui. In giro per l’isola si possono trovare tre farmacie: una alla Palanca, una al Redentore e una a Sacca Fisola. Sono ancora presenti punti di aggregazione per residenti, gli asili sono buoni e ultimamente i cantieri navali stanno andando bene. I mezzi di trasporto sono diminuiti con il tempo. Se prima erano ogni dieci minuti, adesso ogni dodici. Una volta c’erano un paio di alberghi, ma adesso sono aumentate anche le affittanze turistiche. I residenti continuano tuttavia a resistere e le farmacie con loro».
Ginevra Penso  

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