Attraverso “Fenice education”, il Teatro La Fenice da tempo propone numerose iniziative rivolte a bambini e ragazzi, per avvicinarli alla musica classica e al teatro d’opera, come in altri teatri italiani.
Da una trentina d’anni vengono organizzati spettacoli, laboratori, lezioni-concerti per i bambini e percorsi sulla stagione Lirica e Balletto per i ragazzi più grandi. Va ricordato inoltre, per essere unico nel suo genere, l’approccio dei progetti laboratoriali che si svolgono nelle Sale Apollinee del teatro veneziano, che da circa 15 anni coinvolgono i bambini delle primarie di tutto il Veneto in laboratori alla scoperta del teatro lirico: «L’approccio da noi utilizzato prevede il coinvolgimento partecipativo, attraverso una didattica che stimoli visivamente, musicalmente e gestualmente. In questo modo i bambini divengono a tutti gli effetti parte integrante dello spettacolo», spiega Monica Fracassetti, responsabile di Fenice Education.
Si tratta, quindi, di creare uno spettacolo non per i bambini, bensì con i bambini, in quanto protagonisti attivi che cantano e danzano sulle note di celebri arie in mezzo a scenografie complesse preparate dai responsabili di Fenice Education. Tra i compositori approfonditi nelle varie edizioni si ricordano, per esempio, Rossini, Puccini, Tchaikovsky, Wagner e, quest’anno, Verdi. Dietro al risultato finale si cela un complesso lavoro da parte di musicisti e coreografi professionisti: per “Verdi kids” se ne sono occupati il maestro Luciano Borin e, dal 2023, la coreografa Elisabetta Da Rold. «Prima di tutto occorre ri-comporre l’aria o i segmenti musicali per poterli rendere cantabili dai bambini, nel rispetto del range vocale della loro età – spiega Borin -. E per ottenere questo può essere necessario cambiare la tonalità, semplificare gli accordi, ri-orchestrare il brano e compiere altre operazioni pur rimanendo nello stile del compositore e quindi senza deturparne l’opera originale».
«Dopo aver ricevuto il materiale musicale da Luciano Borin, – spiega Da Rold – il mio compito è di comporre una partitura gestuale, individuando una linea drammaturgica o un tema che dia coerenza al tutto. Nel caso di “Verdi kids”, il filo conduttore è stato l’elemento della magia e della trasformazione. Verdi era maestro nel far trasparire emozioni profonde e noi volevamo guidare i partecipanti in un percorso espressivo che, attraverso il gioco e la musica, permettesse loro di esplorare le varie sfumature del sentire umano. La seconda fase è la creazione di una partitura gestuale funzionale alla drammaturgia e di supporto al canto e alla musica con gesti semplici e pensati per facilitare l’emissione vocale, ritmica e melodica, senza perdere l’aspetto ludico, fondamentale per mantenere viva l’attenzione dei bambini». La gestualità, infatti, è fondamentale per aiutare i bambini e i ragazzi a superare le difficoltà a livello musicale e a trasformare l’attività in un gioco.
Dopo questa preparazione, “Fenice education” si occupa di organizzare incontri propedeutici per gli insegnanti iscritti, fornendo tutti i materiali musicali e testuali preparatori che vengono proposti agli alunni durante le ore scolastiche.
Va comunque sottolineato che il laboratorio è aperto non solo alle scuole, ma anche alle famiglie: i bambini che partecipano in modo indipendente non hanno ore di preparazione alle spalle e occorre ancora più abilità per guidarli correttamente nel gesto e nel canto.
Infine si svolgono i laboratori veri e propri. Nel caso del progetto “Verdi kids” (ma anche in altre occasioni) Borin dirige l’ensemble di studenti e laureati del Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova gestito dall’associazione convenzionata U-Mus, il coro di ragazzi dell’Istituto “Nova cantica” di Belluno e i bambini partecipanti, mentre Da Rold guida i piccoli nei gesti espressivi.
E la soddisfazione più grande è poter vedere la gioia dei bimbi e delle loro famiglie: «Abbiamo avuto riscontri sempre molto entusiastici da parte loro, tanto che abbiamo docenti e famiglie molto fidelizzate, che partecipano a tutti gli eventi. C’è sempre una sorta di “corsa” per prenotare i biglietti, sia da parte degli insegnanti che delle famiglie, in quanto si esauriscono sempre in pochi minuti», dichiara Fracassetti.
«I bambini arrivano ai laboratori preparatissimi – dice Da Rold -. Ricordo episodi in cui cantavano le arie nei corridoi della Fenice o lungo le calli di Venezia, entusiasti per essere parte di un progetto tutto loro. Anche gli appuntamenti dedicati alle famiglie hanno avuto un forte coinvolgimento: la partecipazione congiunta di genitori e figli ha creato un bellissimo equilibrio tra interesse e condivisione. Nel tempo, il riscontro si è confermato: rivedere volti noti, anno dopo anno, o sentire un bambino dire “Ti ricordi di me?” è una gioia immensa».
«Vedere i bambini divertirsi è una grande soddisfazione – osserva Borin – e l’approccio di questi laboratori risulta vincente per il teatro d’opera. Anche un compositore ostico come Verdi (e che ha scritto i suoi libretti nell’italiano dell’Ottocento) riesce ad attirare l’attenzione dei bambini. Sarebbe impossibile in questi casi utilizzare metodi di didattica musicale come lo strumentario Orff (strumenti musicali di dimensioni ridotte per i bambini) o l’approccio alla ritmica». E aggiunge: «Questo progetto è importante anche perché vuol far conoscere ai bambini e ai ragazzi un repertorio che altrimenti, per la poca musica che si fa nelle scuole e per lo spazio mediatico coperto da altri generi musicali, rischierebbe di rimanere sconosciuto».
Camilla Pustetto