Si è concluso con grande partecipazione ed entusiasmo il laboratorio artistico “Dipingiamo la Libertà e Venezia”, un progetto promosso dall’Associazione Venezia Pesce di Pace che ha coinvolto studenti e detenute del carcere femminile alla Giudecca in un dialogo attraverso l’arte.
Per quattro domeniche, all’interno del carcere, oltre 30 detenute di diverse nazionalità hanno lavorato con passione a 40 opere pittoriche, nate dai bozzetti realizzati da studenti del Liceo Artistico Statale Marco Polo (professori Lucia Guglielmi e Barbara Simoncelli) e dell’Istituto Comprensivo Francesco Morosini, plessi Priuli – Carminati (professoressa Lucia Spampinato). Alcune partecipanti hanno scelto di seguire le tracce creative proposte dai giovani, altre hanno preferito dipingere ispirandosi direttamente alla propria storia personale, trasformando la tela in uno spazio di espressione e riscatto.
Il laboratorio, coordinato da Nadia De Lazzari, ideatrice del progetto, è stato condotto con il supporto della professoressa Spampinato. Il clima è stato sorprendente: entusiasmo, collaborazione, desiderio di partecipare, di raccontarsi e di essere viste. L’incontro — seppur indiretto — tra studenti e detenute ha attivato un processo educativo e umano profondo, fondato sull’ascolto, il rispetto e la possibilità di cambiare sguardo.
Fondamentale è stata la generosa disponibilità della Guardian Grando della Scuola Grande San Teodoro Roberta Di Mambro che non solo ha offerto il prestigioso spazio della Scuola per la mostra ma ha donato tutto il materiale pittorico necessario per la realizzazione delle opere: tele, colori, pennelli, strumenti.
Ora si penserà alla mostra che si terrà dal 12 al 17 novembre proprio presso la Scuola Grande San Teodoro, e presenterà al pubblico i risultati di questo percorso. Sarà inoltre disponibile un catalogo illustrato con le immagini dei bozzetti degli studenti, dei dipinti delle detenute, fotografie e riflessioni nate durante il progetto.
Per gli studenti del Liceo Artistico Statale Marco Polo, che hanno accompagnato i bozzetti con riflessioni scritte e osservazioni personali, è stata un’esperienza importante. Attraverso l’arte hanno potuto immaginare un dialogo con le “artiste” che vivono al di là del canale: donne spesso dimenticate, ma che grazie a questa esperienza si sono sentite viste, accolte, riconosciute.
Al termine della mostra, ogni dipinto sarà restituito alla sua autrice: un gesto semplice e potente, che riconsegna bellezza e dignità a chi l’ha creata.