Una festa tra fede, speranza e senso di comunità: Jesolo celebra il patrono San Giovanni Battista.
Dal 19 al 24 giugno la città festeggia il proprio santo protettore con una solennità che quest’anno si carica di tre importanti motivi che rendono questa festa ancora più sentita per l’intera città.
Il primo motivo riguarda un anniversario molto significativo: quindici anni fa, l’allora Vescovo ausiliario di Venezia, mons. Beniamino Pizziol, inaugurava infatti la Regina Mundi, luogo simbolico e spirituale situato a metà strada tra Jesolo Centro e il Lido. Non fu solo un atto formale, ma l’inizio di un cammino di fede, con l’invito a ripetere ogni anno un atto di affidamento a Maria, affinché proteggesse le comunità locali e gli ospiti della città. Questo impegno è stato mantenuto con costanza: ogni ultimo mercoledì del mese si recita il rosario presso la statua della Vergine, a testimonianza di una fede viva e condivisa. Per celebrare questo anniversario, mons. Pizziol è stato invitato a partecipare alla festa patronale, e la sua presenza sarà accolta con gratitudine e affetto. «A rendere speciale questa edizione della festa – spiega don Gianni Fassina, parroco di San Giovanni Battista – è il fatto che quest’anno le celebrazioni avvengono a metà dell’anno Giubilare della Speranza. A Jesolo si trovano due chiese giubilari: San Giovanni Battista e Santa Maria Ausiliatrice, simboli tangibili di una fede che guarda avanti. La Regina Mundi, posizionata idealmente tra le due, richiama ogni fedele a non lasciar passare invano questo tempo di grazia. È l’occasione per interrogarci: siamo davvero comunità di speranza? Le nostre parrocchie, le istituzioni, le associazioni sanno testimoniare e promuovere questa speranza, anche nel servizio quotidiano al prossimo?».
A dare altre motivazioni di importanza i grandi eventi recenti legati alla Chiesa: «Quest’anno abbiamo vissuto due passaggi storici – prosegue don Gianni – la scomparsa di Papa Francesco, avvenuta il giorno dopo aver proclamato la gioia della Risurrezione, e l’elezione del nuovo Pontefice, Papa Leone XIV. Due figure diverse, due doni preziosi per la Chiesa. Il nuovo Papa ha aperto il suo pontificato con un forte messaggio: “Questo è il tempo di amare”, una chiamata che Jesolo accoglie con impegno, consapevole che la fede deve tradursi in gesti concreti di fraternità e solidarietà».
La festa di San Giovanni Battista diventa quindi non solo un appuntamento liturgico, ma un’occasione per tutta la città di ritrovare unità, senso di appartenenza e apertura all’altro. «È un invito alla coesione, all’ascolto reciproco – conclude il parroco di San Giovanni Battista – alla riscoperta della vocazione di Jesolo come luogo di ospitalità vera, dove si accolgono le persone non solo con i servizi, ma anche con il cuore. Che questa festa patronale sia dunque per tutti un momento di gioia, di riflessione e di rinascita spirituale. Perché solo insieme possiamo costruire una città che guarda al futuro con fiducia».
Giuseppe Babbo