Da lunedì 26 a mercoledì 28 maggio, in tre diverse sedi cittadine, si terrà a Venezia il convegno internazionale “Tra la laguna e il mare: la chiesa e il monastero di San Nicolò del Lido”, incentrato sul complesso di San Nicolò del Lido, curato da Martina Frank e Myriam Pilutti Namer (Università Ca’ Foscari Venezia) e da Gianmario Guidarelli (Università degli Studi di Padova).
Si tratta del dodicesimo appuntamento dell’ampio progetto “Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca” sostenuto da Save Venice Inc. e realizzato in collaborazione tra l’Ateneo Veneto e Ca’ Foscari, che consiste in un programma pluriennale di convegni pluridisciplinari, focalizzati di volta in volta su una chiesa luogo di culto veneziana.
“Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca”, diretto da Gianmario Guidarelli, è nato nel 2010 con l’intento di favorire il concorso di diverse discipline per la comprensione di fenomeni e dinamiche complesse di cui le chiese veneziane, nella loro articolata realtà e nel loro multiforme significato, sono state per secoli elementi catalizzatori.
Il convegno di quest’anno indaga la chiesa e il monastero di San Nicolò del Lido come spazio identitario e cerimoniale della città posto tra la laguna e il mare, soprattutto in occasione della Festa della Sensa, che quest’anno si celebrerà il 1° giugno.
Secondo il programma, nel primo giorno di convegno, lunedì 26 maggio, i relatori si alterneranno nell’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari Venezia e discuteranno del contesto urbano e territoriale e del culto di San Nicola;
martedì 27 maggio, nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, le relazioni saranno concentrate sull’analisi storica-artistica e architettonica del complesso;
la sessione di mercoledì 28 maggio si svolgerà in situ, all’interno della chiesa di San Nicolò del Lido e nell’ex monastero, oggi gestito dal Global Campus of Human Rights.
Il convegno si svolgerà esclusivamente in presenza.
Ingresso libero a tutte le sessioni, senza iscrizione, fino a esaurimento posti.
Per informazioni: chiesedivenezia@gmail.com
Va detto che la chiesa monastica di San Nicolò del Lido rappresenta un luogo simbolico del rapporto tra Venezia e il mare, testimone di questa relazione in un arco cronologico che va dall’XI al XX secolo.
Questo legame si esprime sia nella vita quotidiana sia, in forma cerimoniale, durante la Festa della Sensa, che fin dall’XI secolo culminava in una funzione liturgica celebrata proprio nella chiesa.
Le origini dell’edificio risalgono al 1053, quando fu fondato dal vescovo di Olivolo e dall’omonimo doge Domenico Contarini, in collaborazione con il patriarca di Grado Domenico Marengo.
Secondo la tradizione, nel 1100 – in seguito a un acceso dibattito tra le autorità religiose, politiche e civili – la chiesa, ormai parte integrante di un monastero benedettino, fu destinata ad accogliere le reliquie di San Nicola, di San Nicola zio, e di San Teodoro.
L’ingresso del cenobio nella Congregazione di Santa Giustina, avvenuto nel 1451, segnò l’inizio di una graduale e sistematica trasformazione dell’intero complesso monastico.
Tale processo portò allo smantellamento della chiesa medievale e alla costruzione di un nuovo edificio sacro tra il 1627 e il 1628. Una volta completata la nuova chiesa, le tracce della precedente vennero perdute, fino a quando, nel corso del XX secolo, una serie di scavi archeologici ha permesso di individuare l’area della primitiva chiesa di San Nicolò.
Sono emerse porzioni delle strutture originarie, tra cui l’abside centrale e le due laterali, insieme a numerosi reperti, in particolare frammenti di mosaici parietali e pavimentali, oltre a elementi lapidei, che dal 2021 sono in corso di manutenzione, restauro e valorizzazione da parte della Soprintendenza ABAP per Venezia e Laguna in convenzione con l’Istituto Veneto per i Beni Culturali.