Un ponte tra due mondi solo in apparenza distanti: quello delle detenute del carcere femminile della Giudecca e quello degli studenti: è l’iniziativa “Dipingiamo la Libertà e Venezia”, ideata da Nadia De Lazzari, responsabile dell’Associazione Venezia Pesce di Pace.
Il progetto, che coniuga creatività, rieducazione e solidarietà, prevede la realizzazione di 40 opere pittoriche: gli studenti del liceo artistico statale Marco Polo (classe 4E, docente Lucia Guglielmi e classe 4F, docente Barbara Simoncelli) e della scuola media Francesco Morosini (classi 3A, 3B, 3C, 3D, 2C, docente Lucia Spampinato) hanno elaborato i bozzetti originali, mentre le detenute li trasformeranno in quadri.
A fornire gratuitamente le tele e tutti i materiali (pennelli, colori, vernici) è stata la Scuola Grande San Teodoro, che con la Guardian Grando Roberta Di Mambro, Premio Donna 2025, ha deciso di sostenere l’iniziativa. Le prime pennellate in carcere inizieranno domenica 25 maggio. A guidare le detenute la docente e pittrice Lucia Spampinato.
L’obiettivo è duplice: da un lato promuovere un dialogo tra realtà diverse attraverso l’arte, dall’altro offrire alle detenute un’occasione di espressione, crescita e inclusione.
I lavori saranno presentati in una mostra aperta al pubblico, simbolo di una Venezia che unisce, accoglie e crede nella forza trasformativa dell’arte.
Dietro ogni bozzetto gli studenti hanno scritto una loro riflessione sul significato della libertà: “Ogni errore è un pezzo caduto, ogni scelta è un pezzo che torna al suo posto. La libertà – scrive ad esempio Anita – inizia quando si sceglie di rimettere insieme i pezzi”.