Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • Home
  • Fine vita. Il Patriarca: «Una libertà autentica non è mai un campo neutro»
  • ATTUALITA'
  • GVNEWS
  • Home

Fine vita. Il Patriarca: «Una libertà autentica non è mai un campo neutro»

gente veneta 5 Marzo 2025 4 minuti letti
3 visualizzazioni
fine-vita-immagine-2

di Francesco Moraglia*

Per prima cosa desidero esprimere la mia vicinanza e la mia comprensione della sofferenza e del dolore nei confronti di quanti vivono tempi particolarmente difficili per la salute personale o di qualche familiare, avendo in passato accompagnato delle persone in tale situazione.

Mi soffermo sul significato e sul valore che ha ogni legge perché è questione rilevante e, per certi versi, dirimente. Ogni legge ha una forte valenza sociale perché riguarda la comunità: incide sulla vita di una società, è espressione di mentalità e cultura e, a sua volta, genera mentalità e cultura. Consideriamo poi un altro aspetto: per il senso comune dell’uomo quanto è affermato dalla legge è automaticamente “legale” e coincide con giustizia e verità. Ma non è sempre così: la storia presenta molti esempi di leggi che non hanno risposto a criteri di giustizia e verità.

La domanda, allora, è se di fronte a questioni riguardanti il fine vita sia corretto, in nome di una concezione riduttiva di libertà, porre come criterio la possibilità di provocare la morte o di accelerarla nel momento in cui si vive un disagio fisico, psicologico, psicofisico, esistenziale. Tale concetto di libertà è riduttivo perché non è accompagnato da una reale tensione verso il bene e la giustizia e, quindi, risulta penalizzante e dannoso per la cultura che genera. Infatti, quando una legge tocca l’esperienza umana in punti così sensibili quali la nascita o la morte, attribuendo facoltà e diritti in un senso o nell’altro, non costituisce solo un apparato tecnico di norme e disposizioni ma interagisce con la sensibilità comune e la cultura plasmandole in modo irreversibile.

Assecondare una tale deriva conduce – favorendo una cultura ed una mentalità volte ad annullare la vita umana piuttosto che a tutelarla – ad apprezzare sempre meno la vita, specialmente innanzi alle esistenze fragili di uomini, donne e bambini. Vite che, in realtà, necessitano di maggiori attenzioni, protezioni e cure. In nome di una presunta “libertà” si rischia così di percepire sempre più come un peso – anche a livello economico ed “energetico” – malati, anziani e disabili. È questa la libertà che desideriamo per noi e per gli altri, è questo il maggior bene che vogliamo e cerchiamo?

Nelle scelte personali non devono entrare solo valutazioni di tipo individuale e soggettivo – la “mia” volontà – ma un complesso di considerazioni che tengano conto del tessuto relazionale della società. Inoltre anche l’esperienza della sofferenza e del dolore, se condivisi, esprimono il volto umano di una società solidale, più amorevole e giusta, attraverso la cura e la quotidiana attenzione verso gli altri. È perciò essenziale promuovere e curare la vita umana in ogni momento, dal primo inizio al naturale spegnersi e per questo si dice un chiaro “no” ad ogni forma di accanimento terapeutico ma anche ad ogni volontà di abbandono terapeutico e, a maggior ragione, al suicidio assistito.

Oggi, poi, lo sviluppo sempre maggiore delle cure palliative rende concreta e praticabile la strada di un accompagnamento dignitoso della persona umana fino alla fine. Oggi tali cure mostrano grandissima efficacia perfino nelle fasi più difficili, alleviando realmente il dolore, combattendo la depressione e recuperando una buona qualità della vita. E tutto questo, francamente, rende ancor più incomprensibile una legge o un regolamento che diano la morte. La questione è che il sistema socio-sanitario e quanti hanno potere e responsabilità a livello politico e amministrativo devono far sì che tali terapie siano più realmente e facilmente fruibili dai cittadini, garantendo risorse e attribuendo valore a ciò che è essenziale, ovvero sostenere la cura e la vita di ogni persona, accompagnare sempre tutti, non abbandonare mai nessuno.

Davvero è una questione di libertà. Ma di quale libertà? Una libertà autentica non è mai un campo neutro; è piuttosto un orientamento sostanziale positivo verso il bene e la vita. Pensata in astratto, la libertà si riduce a spontaneità (si fa ciò che si sente) e, quindi, può inclinare anche ad una logica di morte, frutto della disperazione provocata da quella miscela esplosiva che è la paura, il dolore, la solitudine. Pensata in concreto, invece, la libertà si lega all’essere della persona umana orientata all’affermazione della vita e alla sua cura. Chi soffre ma si sente accompagnato, curato e sostenuto – dalla famiglia, dalla società, dal sistema sanitario ed anche con l’aiuto delle opportune cure palliative – ripugna la logica di morte che è effetto di disperazione e assenza di speranza.

_______________________________

*  Patriarca di Venezia

Autore

  • gente veneta
    gente veneta
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gente veneta

Visualizza tutti gli articoli
  • ATTUALITA'
  • GVNEWS
  • Home

Navigazione articolo

Precedente: «Piccole e medie imprese del Veneto a un bivio: fare rete con le big»
Successivo: Alberto Trentini, iniziato il digiuno. Il Patriarca: «Speriamo di abbracciarti presto»

Altri post dell'autore

Fattorie didattiche: Veneto da primato web fattorie

Fattorie didattiche: Veneto da primato

5 Giugno 2026 3
A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso Screenshot

A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso

26 Maggio 2026 2
Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale  Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

26 Maggio 2026 2
Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni Screenshot

Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni

26 Maggio 2026 4

Storie correlate

alilagina-rosa
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVNEWS

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

gvonline 27 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-Piccoli-aspiranti-aviatori-cento-anni-Aeroporto-Nicelli
1 minuti di lettura
  • GVNEWS
  • VENEZIA

Centenario Nicelli: 100 aeroplanini di carta lanciati dai bambini

gvonline 23 Luglio 2026 3
web-granchio
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Granchio blu: ok ai risarcimenti per le aziende venete

gvonline 23 Luglio 2026 3

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.